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Bossolasco 757 m. – il paese delle rose – (Italia – Alta Langa)
immaginate di essere in giardino fiorito, immersi tra centinaia di rosai, circondati da fiori di tutti colori e di tutti i profumi,
dove il silenzio, la fragranza e la tranquillità sono parte integrante del borgo.
Questo è Bossolasco, il paese delle rose

bossolasco


Località di partenza:
 Bossolasco 757 m.
Località di arrivo: Bossolasco 757 m.
Tempo richiesto: —
Lunghezza del percorso: —
Altezza: 757 m.
Dislivello: 0 m.
Livello di difficoltà: T [scala dei livelli]
Periodo: tutto l’anno
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

Siamo quasi a 800 metri di quota.
Ci troviamo nel cuore dell’Alta Langa che si sviluppa a oltre 500 m. di altezza, tra la Valle Belbo e la Valle Bormida,
dove si incomincia ad assaporare un panorama montano.
Ed è qui, in queste terre immerse tra noccioleti ed estesi campi di grano, che troviamo arroccato sulla cima di un colle,
il borgo di Bossolasco, un romantico paesino ai cui piedi scorre il fiume Belbo.
Vi anticipo fin da subito, che questo borgo è diverso da tutti gli altri e riempie il cuore, con un fascino tutto suo.
Conosciuto come il “Paese delle Rose”, è anche soprannominato la “Portofino delle Langhe”.
Fin dai primi passi, si viene accolti da un’atmosfera particolare, che noi non abbiamo trovato in nessun altro luogo
di quelli fino ad ora frequentati.

Bisogna camminare in silenzio, e un passo dopo l’altro, si va ad assaporare l’alto livello artistico del luogo
e questo immenso giardino a cielo aperto.

Lungo via Umberto I, la via centrale, delimitata dalle caratteristiche case in pietra, crescono ai bordi della strada,
profumate rose che colorano questa romantica passeggiata.

La storia di via Umberto I e delle sue rose, ha origini lontane, quando le prime gite dei turisti, dopo l’orrore della guerra,
spingono l’allora Amministrazione Comunale e regalare dei rosai agli abitanti di questa via.

Si voleva creare una buona accoglienza, andando ad abbellire le singole abitazioni dei residenti.
Ben presto questa idea è particolarmente piaciuta, avvalorata non solo dai profumi dei fiori, ma anche dalle sue
colorazioni, rendendo gradevole passeggiare in quella che diversamente sarebbe stata una semplice via del centro
di una piccola cittadina.

Nasce così l’idea di andare ulteriormente a impreziosire il luogo, facendo nascere, nella via parallela,
il “Parco delle Rose rare e antiche”, del quale parleremo poco più avanti.

Un’idea di oltre sessant’anni fa, è ben presto diventata una tradizione importantissima per il paese, tutt’ora
attentamente mantenuta e ampliata nel corso degli anni.

Pensate che nel periodo estivo il paese viene ulteriormente impreziosito da coloratissimi fiori che permettono
a Bossolasco, di partecipare al concorso “Comune Fiorito”.

I muri delle antiche case del borgo, e le varie ante delle finestre, sono dipinti di colori differenti le une dalle altre,
rendendo il percorso particolarmente gradevole.

Addirittura gli armadietti che mascherano i contatori del gas o dell’acqua, sono stati tutti dipinti e disegnati con
delle frasi d’amore.

Ma quello che vi salterà subito all’occhio, percorrendo via Umberto I, sono decine, anzi centinaia di rosai di tutti i colori,
che dalla strada, risalgono lungo i muri delle case.

Fiori coloratissimi, perfettamente tenuti che rendono la via centrale una delle più belle che abbiamo visitato
nei nostri giri in queste zone, ma questo è solo un assaggio di quello che incontreremo poco più avanti.

Il giallo, il rosa, il bianco, il rosso, il viola, il beige, sono i colori che allieteranno il vostro cammino tra
le strade del paese.

Riproduzioni di vari personaggi, alcuni realizzati con grandi bambole di pezza, e altri con semplici oggetti,
vanno a ricreare quella che era la vita molti anni fa.

Dall’uomo riprodotto con i vasi di fiori, che pedala sopra la sua vecchia graziella, “all’anziano del paese” seduto
al tavolo del bar che sorseggia allegramente un bicchiere di vino, dalla strega con la scopa, all’omino dentro la botte
di vino che segnala la presenza di un dosso sulla strada….

Qui tutto è curato, qui tutto è particolare e suggestivo.

Passeggiando lungo via Umberto I, troverete tre differenti ingressi per accedere al “Parco delle Rose”.
A vostra scelta e discrezione se entrare dall’ingresso nord, dall’ingresso centrale o dall’ingresso sud, per scendere
lungo una via parallela e ritrovarsi in Viale della Rimembranza, conosciuto anche come il “fosso”, in quanto
un tempo era il fossato del castello, e oggi dedicato ai caduti della Grande Guerra.

Del castello sopra citato, purtroppo non rimane più nulla.
Il Parco delle Rose che costeggia il centro storico, è un accogliente e particolarmente romantico viale alberato,
impreziosito, da decine di rosai rari e antichi.

Lungo questo piacevole cammino, si possono osservare le varie fotografie di un tempo, ancora in bianco e nero,
appese al muro di cinta, che illustrano com’era la vita del paese quasi cento anni fa.

Il colore intenso delle rose, contrasta con il colore marrone del muro di cinta realizzato con pietre sovrapposte
una sull’altra, così come si usava un tempo.

Il sole filtra tra i rami alberati dei tigli ricchi di foglie in questa stagione primaverile.
Passeggiare qui, equivale a perdersi tra le fragranze e i profumi, immersi tra decine di sfumature di colori.

Proseguendo tra le via in pietra di Bossolasco, vediamo che svetta il campanile della Chiesa di San Giovanni Battista
che è l’unico pezzo originale del medioevo, rimasto invariato durante i vari lavori di rifacimento e ampliamento.

Per la costruzione di questo campanile, sono state usate solo le pietre provenienti dal Torrente Belbo,
che vediamo scorrere nella parte bassa del paese.

La Chiesa di San Giovanni Battista è ubicata nella parte più alta del borgo e, a pochi metri da essa, troviamo
l’Angelo dell’Alta Langa.

Parliamo di un’opera imponente di alluminio, di oltre 3 metri e mezzo di altezza, realizzata dall’artista Daniele Cazzato
e posata in Piazza XX Settembre il 7 giugno 2015.

Ma cosa rappresenta questo angelo?
Bisogna tornare indietro alla Seconda Guerra Mondiale, quando il paese di Bossolasco era controllato dai partigiani
che si opposero con ogni forza alle truppe naziste.

Gruppi di ebrei furono accolti segretamente, nascosti e protetti dalla popolazione, evitando loro una morte certa.
L’artista che ha realizzato questo angelo, lavorando le sue forme, ha creato l’ala sinistra che abbraccia e protegge
i deboli, mentre l’ala destra, protesa e forte, è pronta a fermare ogni minaccia, ma ugualmente ad accogliere
chi intende rifugiarsi in lui.

Questa riproduzione, è la raffigurazione dell’amore che qui a Bossolasco, in questa piazza, gli abitanti sono stati capaci
di offrire alle persone in difficoltà, perseguitate e impaurite.

I “vecchi e la gente” di Bossolasco, non hanno esitato a mettere in gioco la propria vita, per salvare quella di sconosciuti.
L’Angelo dell’Alta Langa, anche se è stato posato in questa meravigliosa piazza, non è solo un’opera di questo paese
o dell’Alta Langa, ma bensì un patrimonio universale, che testimonia e porta con se un messaggio d’amore
molto chiaro.

L’augurio è che ciascuno di voi, possa riflettere attentamente su ciò che eravamo anni fa e su ciò che siamo oggi,
provando a chiudere gli occhi e guardando dentro noi stessi.

Il progetto dell’Angelo dell’Alta Langa è stato interamente finanziato dalla Pro Loco di Bossolasco.

Al posto del castello, andato distrutto a causa delle molte guerre, è stato realizzato il “Palazzone”,
una imponente struttura, un tempo utilizzata come carcere, tribunale, scuola e asilo.

Il Palazzo Comunale è stato invece ricavato da una antica chiesa sconsacrata.
All’interno della Sala Consigliare, per proteggerle dalle intemperie, sono state riprodotte le insegne storiche
delle antiche botteghe del paese, divenute oramai preziose.

Tuttavia, per rendere visibili queste insegne ai turisti, il Comune ha fatto realizzare delle copie identiche che sono
esposte sul muraglione, lungo la via principale.

Attorno al borgo si sviluppano 4 percorsi di trekking differenti, denominati rispettivamente:
Biancospino, Orchidea, Primula e Ginestra.

Ma Bossolasco è anche famosa per la Toma, rinomata e conosciuta per il suo sapore delicato, ottima abbinata
al miele e alla “cugnà”, una tradizionale salsa fatta con mosto d’uva, pere, noci e nocciole tostate senza zucchero.

Non manca nulla a questo piccolo borgo, dall’eleganza, alla sua ospitalità, dalla sua storia che lo ha reso ospitale
e fiero, alle sue antiche tradizioni agricole.

Merita una visita, è un luogo romantico, particolarmente piacevole e…magari il luogo giusto per fare una
promessa d’amore….

Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj

bossolasco


Note:
conosciuto come il “Paese delle Rose”, il centro storico di Bossolasco nell’Alta Langa è “immerso”,
da centinaia di piante di rose dai mille colori e dai tanti profumi.

Impreziosito da questa varietà d’ambiente, il borgo è ricco di storia e di altruismo.
L’accesso al “Parco delle Rose” è raccomandato per poter apprezzare le fotografie di un tempo, di come si svolgeva
la vita qui, oltre un secolo fa.

Gli edifici storici, gli imponenti muraglioni e le case curate nei dettagli, offrono un ambiente particolare e unico
nel suo genere.

L’Angelo dell’Alta Langa, racchiude una storia di grande umanità, veramente di altri tempi.
Un motivo in più per riflettere su come eravamo e su come siamo diventati.
Ma c’è sempre spazio per migliorare e ricredersi.