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Colle Paletta 2.707 m. e Punta Leysser (Punta Bimbi) 2.771 m.
– passaggi in cresta – (Italia – Valle Centrale)
la linea di cresta che dal Colle Paletta porta a Punta Leysser e prosegue ben oltre, vi regalerà dei panorami difficilmente
narrabili per tanta bellezza. La salita all’interno del vallone che dal Rifugio Mont Fallère conduce fino al colle,
avviene in un ambiente poco frequentato e questo rende tutto ancora più magico

colle paletta punta leysser


Località di partenza:
 Vetan 1.698 m. (Valle Centrale)

Punto di arrivo: Punta Leysser (Punta Bimbi) 2.771 m.
1° punto intermedio: Rifugio Mont Fallère 2.385 m.
2° punto intermedio: Colle Paletta 2.707 m.
Quota di partenza: 1.698 m.
Quota di arrivo: 2.771 m.
Dislivello: 1.073 m.
Posizione: Valle Centrale, in parte lungo il percorso del <TMF> Tour Mont Fallère
Difficoltà: E / EE [scala delle difficoltà]
“E” nel tratto compreso tra Vetan e il Colle Paletta
“EE” nel tratto compreso tra il Colle Paletta e Punta Leysser e lungo la linea di cresta
Ore: 3h 10 minuti in andata nel tratto compreso tra Vetan e Punta Leysser
e circa 2h 40 minuti in ritorno
Tempistica che non considera la camminata in cresta stimata in circa 40 minuti in andata e stesso tempo al ritorno
Periodo: da metà / fine giugno a metà ottobre
(previa verifica delle condizioni di innevamento, della stabilità del manto nevoso e dell’assenza di ghiaccio
in particolare lungo la linea di cresta)

Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: n° 13 da Vetan fin nei pressi del Rifugio Mont Fallère
n° 13A dal bivio nei pressi del Rifugio Mont Fallère al Colle Paletta e Punta Leysser
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

cresta punta leysser

Una parte del percorso di salita avviene su una traccia con un sentiero poco marcato, in certi tratti appena intuibile.
Gli “ometti” sono rari, bisogna individuare i bollini gialli e seguirli fedelmente, attraversando un’immensa conca,
poco frequentata che precede il tratto di sentiero che sale al Colle Paletta.

Dal Colle Paletta e successivamente dalla Punta Leysser, si aprirà un mondo davanti ai vostri occhi.
Un mondo di montagne, di vette e di punte di grande prestigio, sulla catena del Monte Bianco, e con una vista a 360°
su una grossa fetta della Valle d’Aosta: sembra quasi di volare.

Cammineremo sul filo di cresta, con il vento che ci soffia nelle orecchie e ci spinge via.
Individueremo il Lago Leysser, accarezzeremo la croce di vetta, troveremo le stelle alpine.
La zona di oggi, selvaggia e scarsamente frequentata è quel tipo di montagna che amo particolarmente, dove il silenzio,
l’ambiente austero e quei valloni che salgono e scendono all’infinito, regalano il piacere di “fondersi” con la montagna.

Prendetevi una pausa di qualche minuto, per leggere e vivere il trekking relativo alla salita al Colle Paletta e alla
Punta Leysser o Punta dei Bimbi.

Ne vale veramente la pena.
Benvenuti o ben tornati sulle pagine del nostro sito.

In una giornata di fine luglio, decidiamo di ritornare a Vetan un paesino ubicato a 1.698 m di altitudine,
posto parecchio sopra Saint Pierre, per poi proseguire fino all’hotel Notre Maison, dove si parcheggia la macchina.

Per arrivare a Vetan, provenendo da Aosta o da Courmayeur sulla strada statale 26, bisogna raggiungere il paese di
Saint Pierre e seguire le indicazioni per Saint Nicolas.

Successivamente, si prosegue ancora per 7 km su ampia strada asfaltata e panoramica, fin dove questa finisce
nei pressi dell’hotel, dove troviamo un ampio parcheggio.

Oltre non si può andare.
L’hotel Notre Maison di Vetan, rappresenta il punto di partenza dell’escursione di oggi che ci porterà a salire ed
esplorare un’altra parte della zona del Mont Fallère, che promette panorami e paesaggi fiabeschi.
Nei pressi del parcheggio troviamo fin da subito il cartello sul quale è riportata la meta di oggi: Colle Paletta
segnavia n° 13 con un tempo di percorrenza di circa 2h 45 minuti.
Seguendo le indicazioni, si percorre per pochi minuti una ripida salita che si addentra in un bosco, per poi giungere
nei pressi di una Madonnina gialla, dove si prende il sentiero a destra, che per un primo tratto in piano, ci farà
attraversare degli estesi prati adibiti a foraggio e pascolo per le mucche.

Mentre camminiamo lungo i primi pianori immersi tra i fiori, le montagne innevate all’orizzonte, sembrano quasi uscire
dall’erba e dal terreno, regalando e deliziando il nostro sguardo fin da subito, con un contrasto di colori incredibile.

sentiero verso il Rifugio Mont Fallère

Si prosegue quasi in piano per una quindicina di minuti, con un cammino rilassante e piacevole,
fino a giungere nei pressi di un fitto bosco.

Qui inizia una ripida salita che in circa 40 – 45 minuti attraversa e supera l’intero bosco portandoci su un’ampia poderale.
All’interno del bosco, troviamo tutta una serie di sculture in legno.
Parliamo di decine di piccole creature e non solo, raffiguranti in prevalenza degli animali che popolano queste zone,
ma anche dei funghi, dei fiori e dei personaggi quali il boscaiolo, il pastore, il prete, il contadino, il montanaro….. che ci
accompagneranno fin nei pressi del Rifugio Mont Fallère.

Sculture che man mano che ci avviciniamo al rifugio, diventano più grosse, più importanti.
Questo è il “Museo a cielo aperto”, dove un pò ovunque, tra i rami, dietro ai sassi, tra gli alberi, ma anche in bella
evidenza sul sentiero e sulla poderale, sono disseminate le sculture che “spiano” l’escursionista, rendendo il tracciato
decisamente piacevole e originale.

L’autore di questa idea così particolare è il proprietario del rifugio, il sig. Siro Viérin, che qui ha posato circa 350 opere
da lui realizzate, andando a creare il museo e l’atelier di scultura più alto in Italia e forse in Europa.

La passione per il legno, per gli attrezzi e per la montagna, ha portato a realizzare qualcosa di esclusivo,
originale e straordinario.

In particolare, le sculture di legno, raffiguranti degli animali, alle volte sono in bella evidenza, altre volte invece nascoste,
come le vere creature selvatiche di queste zone.

Riproduzioni realizzate così bene e in grandezza naturale, che ci sono sembrate vere, lasciandoci sorpresi.

La strada poderale che si raggiunge dopo aver risalito per intero il bosco, è un traverso su pendio, di facile accesso,
con poca pendenza, che ci porterà in circa 30 minuti di cammino, fin nei pressi del Rifugio Mont Fallère attraversando
i pascoli più alti d’Europa, dove si produce la Fontina.

Nel nostro caso, circa 5 minuti prima di arrivare al Rifugio Mont Fallère, lasciamo la poderale per girare a sinistra,
dove troviamo le indicazioni per il Colle Paletta.

Segnavia n° 13A
Il sentiero visibile nei primi metri dove costeggia un torrentello dalle acque limpide, diventa sempre meno marcato,
fino a scomparire lasciando il posto ai prati.

Si prosegue quindi su una traccia scarsamente visibile, con rari ometti, dove ci si riesce ad orientare guardando
con attenzione i bollini gialli che saranno per circa 25 minuti gli unici riferimenti che avremo per non
perdere l’orientamento.

sentiero 13A Colle Paletta

Risaliamo quindi dei pendii erbosi, mantenendo alla nostra destra il Rifugio Mont Fallère che vediamo diventare
sempre più piccolo, mentre il nostro cammino tenderà verso sinistra.

Ancora qualche bollino giallo da individuare tra la vegetazione e qualche ometto, ci conducono quasi all’improvviso
su un sentiero questa volta ben marcato, che senza difficoltà andremo a seguire fedelmente.

– Apro una parentesi: la domanda che mi sono posto è stata quella di capire da dove si sia materializzato all’improvviso
questo sentiero così evidente, rispetto a quello quasi nullo che per circa 25 minuti abbiamo percorso.

Vi spiego.
Il percorso di salita al Colle Paletta, è possibile da due differenti punti di partenza.
O prima del Rifugio Mont Fallère (quello da noi intrapreso), o dopo aver superato il Rifugio, seguendo per qualche
minuto la poderale con le indicazioni per il Mont Fallère, per poi girare a sinistra, poco prima di arrivare all’alpeggio
Les Crottes (cartelli presenti in zona).

Entrambi i percorsi sono fattibili e ben segnalati dai cartelli, ma solo uno dei due è ben evidente fin dall’inizio,
ed è quello che parte dopo aver superato il Rifugio ed essersi diretti nei pressi dell’alpeggio Les Crottes
(vedi percorso giallo sulla mappa).

Con questa seconda alternativa, (segnavia 13C), fin da subito avrete la traccia che sale in modo chiaro e che
probabilmente è più battuta dagli escursionisti rispetto alla prima (quella da noi percorsa). –

Raggiunto quindi il sentiero ben tracciato, possiamo dedicarci maggiormente ad ammirare il panorama che ci circonda.

Ci troviamo all’interno di un grande vallone erboso, un’ampia conca, poco frequentata, dall’aspetto selvaggio,
formata da pietre, prati e fiori, dove si cammina su un falso piano, in un ambiente montano senza incontrare nessuno,
tranne le marmotte che più volte vediamo correre e risalire i ripidi pendii.
Qui il silenzio è la regola, gli unici rumori sono dati dallo scricchiolio dei sassolini sotto i nostri scarponi e ogni tanto
da qualche fischio delle marmotte che segnalano la nostra presenza.
Luoghi piuttosto solitari, che amo particolarmente e dove si apprezza la natura isolata e pura di ambienti dove
il tempo è scandito solo dalle stagioni.
Un piccolo laghetto alla sinistra del sentiero, formato da un ruscello che si allarga e si disperde su un pianoro,
ci delizia con il riflesso dell’azzurro del cielo al suo interno, e dei fiori bianchi che vanno a impreziosire questa cartolina.
Troviamo alla nostra destra il bivio per la salita al Monte Rosso che tralasciamo, seguendo il sentiero ben marcato
con le indicazioni del segnavia 13A, mentre alla nostra sinistra ripidi pendii scendono con una scollatura a “V”
lasciando intravvedere altre montagne all’orizzonte camuffate dalla foschia.
Uno sguardo all’indietro e laggiù oramai lontano, grande come un puntino, il Rifugio Mont Fallère.

sentiero 13A Colle Paletta

Il sentiero si inerpica in modo deciso, attraverseremo i resti di una breve pietraia, per poi ritornare lungo pendii
erbosi e ancora su un tratto con qualche sfasciume, prima di individuare e poi giungere al grande ometto con la
targa del Colle Paletta 2.707 m.

Il Colle Paletta potete immaginarlo come il davanzale di una finestra: man mano che guadagnate metri,
davanti a voi compare quello che c’è dalla parte opposta.

E qui, dal lato opposto del “davanzale della finestra”, troviamo l’immenso vallone che scende verso la Valdigne e che
poi risale superando boschi e prati, accompagnando il nostro sguardo all’orizzonte fin sulla prestigiosa catena del Bianco,
dove individuiamo il Monte Bianco 4.807 m. il Mont Maudit 4.465 m. Le Aiguille du Midi 3.842 m.,
il Dente del Gigante 4.013 m., le Grandes Jorasses e Punta Walker 4.208 m. e una serie infinita di creste,
di passi, di vette, di punte, di vie di salita, che non vi elenco perché sarebbe infinita.

Questo è il regalo che troviamo salendo al Colle Paletta.
Una grande emozione che compare davanti a noi quasi all’improvviso, solo dopo gli ultimi metri di salita prima del colle.

Dal Colle Paletta, il sentiero prosegue sulla linea di cresta, in direzione della Punta Leysser, raggiungibile in circa
15 minuti, passando nel tratto finale su sfasciumi, e aiutandosi nella progressione tramite un cavo di acciaio fisso
che agevola la risalita tra le rocce.

Poco dopo ecco che compare la croce di vetta della Punta Leysser, chiamata anche Punta Bimbi.
Decise raffiche di vento impongo di fare attenzione, perché quest’ultimo tende a spingerci con una discreta forza.
Se già dal Colle Paletta la vista era un incanto, da Punta Leysser la visuale è ulteriormente aperta sui 360° dove
da un lato si intravvede il Rifugio Mont Fallère (molto piccolo nella piana), il Mont Fallère e una vasta zona
della Valle Centrale.

Dal lato opposto lungo la linea di cresta che andremo a percorrere ancora per una quarantina di minuti,
l’intera catena del Monte Bianco, preceduta dalla Valdigne.

Punta Leysser
vista da Punta Leysser

E’ arrivando quassù che si ha la percezione della bellezza e della maestosità di questi ambienti selvaggi,
spesso inaccessibili per molti mesi all’anno.

Camminando lungo la linea di cresta, si guarda tutto dall’alto verso il basso e si apprezza il grande valore della vita.
Una delle ragioni che mi incentiva a relazionare e pubblicare i miei percorsi di salita, è quello del poter raccontare e
illustrare a tutti, ma in particolare ai ragazzi, che c’è un mondo meraviglioso che va esplorato, ammirato,
vissuto e rispettato.

Mettete da parte “l’eccessivo uso dei dispositivi elettronici” e vivete il “reale”, perché quest’ultimo saprà darvi
veramente tanto in termini di soddisfazione e ritornerete indietro sempre ampiamente appagati.

Abbiamo proseguito lungo la linea di cresta, abbiamo raggiunto un grosso ometto realizzato da decine di sassi
saggiamente incastrati uno dentro l’altro, e siamo andati avanti fino ad avere accanto a noi, ma molto più in basso
e sul versante opposto il Lago di Leysser.

Le nuvole nel cielo che passavano davanti al sole, hanno creato dei disegni dalle strane ombre sui ripidi pendii.

la vista da Punta Leysser
la vista da Punta Leysser

Nel percorso lungo la cresta, abbiamo anche trovato delle magnifiche stelle alpine.
Un fiore di straordinaria bellezza, non così comune da individuare durante i giri in montagna, in quanto qui da noi,
cresce solo sulle Alpi e nonostante sia una pianta protetta, l’assurda raccolta indiscriminata, (peraltro proibita),
ha notevolmente ridotto la sua presenza.

Le sue foglie “lanose” servono per limitare l’eccessiva traspirazione, essendo una pianta originaria di habitat aridi,
ed è un vero prodigio della natura.

Questa piantina cresce in ambienti montani e rocciosi, resistendo alle forti variazioni di temperatura,
compreso il gelo invernale.

La sua fioritura avviene solo nel periodo che va dal mese di luglio, al mese di settembre.
Vive tra i 1500 e i 3000 m. di altitudine, ed è capace di resistere sia alla neve che al sole cocente.
Qui, complice probabilmente il terreno adatto, è cresciuta, offrendoci delle composizioni naturali di grande bellezza
che abbiamo fotografato per portare dentro di noi, il ricordo di questa piccola, ma magica meraviglia.

stella alpina
stella alpina

Dopo una lunga passeggiata in cresta, abbiamo ripreso il percorso di rientro che avviene sulla stessa traccia
affrontata durante la salita.

Siamo quindi ritornati alla Punta Leysser per poi raggiungere il Colle Paletta e successivamente scendere lungo
il sentiero che ci ha riportato al Rifugio Mont Fallère.

Unica variante, nel tratto finale.
Abbiamo voluto esplorare il sentiero (segnavia 13C), che ci ha portato nei pressi dell’alpeggio Les Crottes,
poco distante dal rifugio (vedi percorso giallo sulla mappa), che come descritto in precedenza è decisamente
meglio tracciato rispetto a quello affrontato da noi in fase di salita (segnavia 13A).

Dal Rifugio Mont Fallère abbiamo quindi ripreso la poderale, per poi ridiscendere attraversando il bosco e arrivando
infine al parcheggio di Vetan.

Si è concluso così un giro entusiasmante, ricco di emozioni, panorami e paesaggi veramente unici.
Ritorneremo a breve in zona, perché questi posti ci mancano tantissimo e li amiamo particolarmente.

Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Elfrida Martinat


Note:
la salita da Vetan al Colle Paletta e successivamente a Punta Leysser, avviene in un ambiente dove
si apprezza la bellezza del panorama dall’inizio alla fine dell’intera escursione.

Il tracciato che si prende sulla sinistra, poco prima del Rifugio Mont Fallère è poco battuto e richiede attenzione
nell’orientamento, dove in molti tratti, sono solo i bollini gialli che ci indicano la corretta direzione da seguire.

Meglio superare il Rifugio, portarsi nei pressi dell’alpeggio Les Crottes e seguire da lì le indicazioni per
il Colle Paletta.

Luogo poco frequentato.
La linea di cresta che dal Colle Paletta porta alla Punta Leysser e prosegue abbondantemente oltre,
offre una visuale indescrivibile, dove non potrete che restare ipnotizzati da questo tesoro che si materializza
passo dopo passo, davanti ai vostri occhi.