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Gli scarponi e i bastoncini da escursionismo
a volte non ci pensiamo ma la scelta delle scarpe è fondamentale prima di incamminarsi per qualsiasi sentiero….

gli scarponi da montagna

Gli scarponi.
Capita spesso di fare un’escursione e dopo una distanza più o meno lunga, avere male ai piedi se non notare di essersi procurati qualche vescica anch’essa fastidiosa.
A volte non ci pensiamo ma la scelta delle scarpe è a dir poco fondamentale prima di incamminarsi per qualsiasi sentiero.
Si può affermare che parte più importante di tutto il vestiario e l’equipaggiamento, sono proprio le scarpe: alla
fine sono i nostri piedi che ci conducono per i monti, ed è perfettamente inutile avere con sé tutti i migliori capi di
abbigliamento e le attrezzature più all’avanguardia, se dopo pochi passi siamo costretti a gettare la spugna
dal fastidio ai piedi.
Fino agli anni ’80 e ’90 lo scarpone da montagna era unico un po’ per tutte le attività, dal trekking alla caccia,
dalla ricerca di funghi al lavoro nel bosco, dalle ferrate alla progressione su ghiaccio.
Uno scarpone alto di cuoio con un buon grip nella suola più o 

meno rigida consentiva di svolgere tutte queste attività. 
Oggi non è più così.
Con l’affermarsi di numerose discipline nuove legate all’ambiente alpino, si sono sviluppati numerosi modelli specifici di scarponi o scarpette che più si adattano allo scopo prefissato.
Così, per scalare pareti di roccia o falesie si usano scarpette in gomma, per il trekking lo scarpone propriamente detto (basso o medio-alto e leggero), per l’alpinismo delle pedule alte che sopportano gli stress e le temperature più rigide.
Tralasciando le prime da arrampicata e le ultime da alpinismo, attività per le quali i modelli tra loro si differenziano per pochi particolari, le scarpe da trekking e da ferrata sono le più usate e vendute.
Come scegliere dunque il modello che fa per noi?
Iniziamo col dire che non esiste un modello migliore in assoluto, per questo la cosa più importante da fare è provarle in negozio.
Ogni piede è diverso, ha la sua fisionomia e solo dopo un’accurata prova si può propendere all’acquisto di questo o quel modello.
Affrettare l’acquisto è controproducente.
“Mi piace quel modello, ha bei colori, ho visto che mi calza, poi lo testerò sul sentiero” è un errore da non fare, perché poi è tardi e magari il piede dopo poca strada inizia a soffrire.

descrizione_materiale_scarpone

Il tallone deve essere ben fermo e le dita del piede si devono poter muovere.
Ed è per questo che alcuni negozi mettono a disposizioni delle “aree test” con brevi percorsi sui quali camminare.
Come regole di base scegliamo la scarpa più adatta all’attività che pratichiamo.
Chiaramente se alterniamo l’escursionismo classico e l’alpinismo, l’ideale è avere due tipi di calzature; più leggera, flessibile e bassa, la prima si adatta a camminate nei mesi caldi e garantisce una più ampia libertà di movimento, più tecnica, rigida e resistente la seconda, è necessaria dove vi siano climi freddi e umidi come in quota o d’inverno.
Fatta la nostra scelta, guardiamo che la scarpa sia dotata di tutti gli standard di comfort e sicurezza attuali, ma con due in particolare.
La suola in Vibram ormai è obbligatoria e consente un’ottima aderenza su tutte le superfici nonché un’ottima capacità ad assorbire urti e sollecitazioni varie.
L’altro fattore riguarda la membrana di Gore-Tex di cui è rivestita la scarpa.
Un elemento passato dall’abbigliamento alle calzature, che consente di avere sempre il piede asciutto (grazie all’impermeabilità) e traspirante garantendo il passaggio dell’aria.
Come detto se ci limitiamo al semplice escursionismo, (o anche percorrere ferrate), una scarpa bassa e leggera con ottimo grip è sufficiente. Per i mesi freddi o l’alpinismo, serve invece una pedula (ramponabile) più alta e rigida, ma comoda allo stesso tempo per garantire le numerose ore di marcia su terreni anche difficili.

bastoncini da escursionismo

Bastoncini da escursionismo.
Da trekking o da escursione su ghiacciaio, da semplice passeggiata nel fondovalle o da più difficili ascensioni in quota, oggi i bastoncini sono un accessorio praticamente utilizzato dalla maggior parte delle persone che vanno in montagna.
Il vero e proprio boom è esploso negli ultimi anni grazie alla diffusione del nordic walking, la tecnica di camminare appunto con bastoncini importata dai paesi del nord.
A volte si abusa troppo degli stessi, ogni tanto vedo persone che li usano dalla propria auto all’entrata di un locale qualsiasi posto magari 50 m. più avanti sulla stessa strada dove si è parcheggiato. Altre volte invece non si usano proprio anche laddove servirebbero.
Coloro che come me hanno iniziato ad andare in montagna negli anni ’80 o ’90 sono più restii ad usarli, preferendo contare sulla forza di gambe o sull’appoggio delle mani nei punti più delicati. In quegli anni infatti questa pratica non si usava, anche se pastori e primissimi alpinisti si servivano già dell’alpenstock, un lungo bastone di legno antesignano dei moderni bastoncini. Sono quindi utili oppure no questi bastoncini? Quando usarli? E come sceglierli? Per quanto riguarda il primo punto, in linea 

generale si può dire che, ad esclusione di situazioni particolari, possono decisamente essere utili per alleviare la fatica nelle gambe e delle articolazioni, durante la progressione.
Affidarsi a buoni bastoncini, soprattutto in salita, consente di risparmiare un po’ di fatica mentre su tratti pianeggianti l’aiuto che forniscono è minore.
Da un punto di vista medico, il fisico è meno soggetto a sforzi e strappi contando su quattro punti di appoggio, (di fatto il prolungamento delle mani) anziché su due (le nostre gambe).
A mio avviso diventano solo d’impiccio in tutti quei passaggi più delicati, magari in salita su roccette e sicuramente su tratti attrezzati dove l’utilizzo delle mani è imprescindibile.
Una caduta o una scivolata in questi punti con le mani occupate non è mai piacevole, rischiando magari che si “infilzino” in un fianco.
Rimane invece sconsigliatissimo l’utilizzo di un solo bastoncino, in quanto la marcia e quindi il nostro corpo verrebbero sbilanciati. Vi è minor stabilità nei movimenti e si è soggetti a scoliosi nella colonna vertebrale.
Visti questi aspetti, siamo pronti a recarci in un negozio per il nostro acquisto e lì, di fronte ad una scelta vastissima, veniamo presi dalla confusione.
Quali prendiamo? Esistono infatti numerosissimi tipi e modelli sul mercato.
Vi sono bastoncini da scialpinismo, da nordic walking, alpinismo su ghiaccio, escursionismo (estivo o invernale), da corsa in montagna.
Analizziamo innanzitutto lo scopo e l’attività che maggiormente pratichiamo e di conseguenza la scelta cadrà su di un modello piuttosto che su un altro.
A grandi linee i bastoncini da nordic walking sono quelli più leggeri e composti da un unico pezzo, utilizzati anche per lunghi tratti pianeggianti.
Tutti gli altri sono divisi in più pezzi, telescopici o pieghevoli, in modo da poter regolare la lunghezza ed eventualmente essere riposti nello zaino in caso di non utilizzo.
Si devono in ogni caso preferire bastoncini di buona qualità, resistenti ma anche leggeri e con un’impugnatura comoda per le nostre mani.
Oggi quelli più sofisticati utilizzano leghe particolari dove l’elemento carbonio è preponderante, consentendo una leggerezza non presente in altri modelli.
Per marce su neve alta o soffice, i migliori modelli sono dotati di rotelline intercambiabili alle punte degli stessi.
Scegliamo quindi i bastoncini seguendo questi 4 criteri:
– Leggerezza e resistenza
– Parametri di allungabilità
– Comodità di impugnatura e utilizzo (provarli regolandoli)
– Eventuali puntali e laccetti intercambiabili
Soddisfatti del nostro acquisto siamo pronti a partire.
Ben equipaggiati, prendiamo i bastoncini e scopriamo che gli stessi possono essere regolati a varie altezze, magari in più punti.
Quale regolazione tenere?
La lunghezza è fondamentale per non andare a caricare e indolenzire i muscoli delle spalle.
Deve essere uguale per entrambi, impugnando il bastoncino con il braccio che forma un angolo di 90 gradi.
Per evitare poi di perderli è consigliabile infilare la mano nel lacciolo di cui sono provvisti.
Ora siamo veramente pronti a fare i primi passi, dobbiamo solo capire come procedere.
Naturalmente il movimento dei bastoncini segue la nostra camminata, i nostri passi.
Su terreni pianeggianti o in salita, per fare un esempio, la mano sinistra che impugna il bastoncino lo porta in avanti quando il peso del corpo viene caricato sulla gamba dalla stessa parte.
Su discese ripide, come possono esserlo canaloni, ghiaioni etc., le mani posso portare in avanti i bastoncini simultaneamente per caricare interamente il peso del corpo.

Relazione e dettagli di: Daniele Repossi