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“I Sentieri del Barolo”
Grinzane Cavour – Roddi (Italia – Grinzane Cavour)
piacevole, rilassante e semplice sentiero, che unisce due borghi storici di questi luoghi incantevoli
lungo il percorso andrete ad attraversare prestigiosi vigneti, coltivazioni di noccioleti e una campagna ricca di natura

castello Grinzane Cavour


Località di partenza:
 Grinzane Cavour 195 m.

Località di arrivo: Roddi 285 m.
Tempo richiesto: 1h 30 minuti percorso di andata e 1h 30 minuti per il percorso di ritorno,
tempistica che non tiene conto della deviazione indicata in giallo sulla mappa
Dislivello: approssimativamente 190 m.
Segnavia: n° 302 nella parte iniziale del percorso;
n° 303 lungo un tratto di strada asfaltata
Livello di difficoltà: [scala dei livelli]
Periodo: tutto l’anno
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

Quando ci si ritrova nelle Langhe, è sempre complicato fare una scelta del percorso di trekking da intraprendere.
Ogni escursione ha la sua caratteristica, collega borghi ricchi di storia, di fascino, di poesia, attraversa colline di
una bellezza infinita, con panorami da favola e sempre immersi nella natura, nel pieno della campagna,
delle coltivazioni.

Scegliere un percorso piuttosto che un altro, equivale a rinunciare comunque a qualcosa di bello.
Ed è anche per questo motivo, che abbiamo deciso di percorrere tutti i sentieri di queste zone.
Li vogliamo mappare uno per uno, e oggi vi raccontiamo e vi illustriamo un’escursione che unisce il paese di
Grinzane Cavour, al borgo di Roddi, un percorso perfetto per chi si vuole allenare, senza rinunciare a
dei paesaggi magnifici.

Ma questa passeggiata semplice, poco impegnativa, è al contempo appagante e rilassante, è adatta a chi
come noi, vuole passare da un paese all’altro attraversando le campagne, lontano dalle strade e possibilmente
immersi nel pieno della natura.

Benvenuti o ben tornati sulle pagine del nostro sito.

Siamo in una giornata di metà giugno, quando raggiungiamo in auto il paese di Grinzane Cavour e ci portiamo
precisamente in via IV Novembre, quasi angolo Via Castello, dove fin da subito troviamo le indicazioni per Roddi:
sentiero n° 302

Il borgo di Roddi è ben visibile all’orizzonte, arroccato su una collina e immerso nel verde, nel pieno della
vegetazione del mese di giugno inoltrato.

Appena lasciata via 4 Novembre, scendiamo lungo un’ampia strada poderale che dopo poche curve, ci porta
in piano all’interno di una fitta e rigogliosa vegetazione formata da noccioleti e vigneti.

Alle nostre spalle, il castello di Grinzane Cavour, questo imponente edificio a pianta rettangolare con quattro
torrente, due quadrate e due tonde. 
Dopo circa 10 minuti di cammino, decidiamo di fare una piccola deviazione (vedi percorso giallo indicato sulla mappa),
per risalire dei vigneti, raggiungere un “ciabot” e successivamente la sommità di una collina per
guardarci attorno come d’abitudine.

Abbandoniamo per qualche minuto il sentiero n° 302 e risaliamo una strada sterrata piuttosto ripida fino ad
arrivare nei pressi di un “ciabot”.

ciabot sentiero Grinzane Cavour - Roddi

In piemontese con il termine “ciabot”, si indicano delle antiche costruzioni in pietra, che nel passato sono servite
come luogo di riposo e di accoglienza per i contadini che abitando lontano, non potevano la sera far ritorno a casa,
dopo la giornata trascorsa al lavoro nei campi.

Oggi il “ciabot” viene spesso utilizzato come luogo per depositare gli attrezzi agricoli e quello che abbiamo incontrato
è particolarmente bello, oltre che in una posizione decisamente panoramica.

Al suo interno, anche se sono presenti ampie tracce di umidità e muro scrostato, c’è un caminetto e due finestre.
Immaginarlo ristrutturato, e risistemato, ci permette di sognare per trasformarlo in un piccolo e accogliente rifugio,
dove ci si potrebbe isolare per rilassarsi, in un ambiente da favola con una pace e tranquillità da fare invidia.

Proseguendo su questa deviazione, raggiungiamo la sommità della collina, e veniamo ripagati da una vista bellissima:
da un lato ecco il castello di Grinzane Cavour immerso nel pieno dei verdi vigneti e noccioleti, mentre
dal lato opposto, ben visibile il borgo di Roddi, anch’esso abbarbicato su un promontorio, dove si intravvede
chiaramente il suo castello.

Dopo aver fotografato i verdi vigneti e i piccoli grappoli d’uva, ritorniamo indietro per riprendere il sentiero n° 302
che avevamo abbandonato.

Sulla poderale incontriamo alcuni escursionisti che vanno a cavallo, altri che si muovo in MTB e altri ancora
che corrono per allenarsi.

Tra coltivazioni di noccioleti, vigneti e fitti alberi, raggiungiamo una strada asfaltata che ci porta nei pressi di una
rotonda che andremo a superare per poi passare sopra un ponte.

Superiamo il ponte e proseguiamo per una quindicina di minuti ancora su strada asfaltata secondaria, fino a
trovare le indicazioni del sentiero n° 303 che ci portano a deviare sulla destra.

Risaliamo un breve tratto, ed ecco che tra i fiori rossi di papaveri, compare davanti a nostri occhi il borgo di Roddi,
particolarmente bello, con il suo castello che svetta tra tutte le varie case.

Le strade secondarie che stiamo percorrendo, sono prive di traffico, e ci si ritrova a passeggiare nel pieno di una ricca
campagna, che saggiamente coltivata, ha reso questi luoghi famosi nel mondo per la qualità del suo vino.

Dietro ad ogni bottiglia venduta, c’è un lungo e inteso lavoro di chi, tutti i giorni dev’essere presente nei pressi
del vigneto per curarlo, potarlo e seguirlo in ogni fase dell’anno, monitorando la crescita e lo stato di salute
delle piante nelle varie stagioni.

Oggi il colore predominante è il verde, tipicamente estivo, con gli acini d’uva ancora piccoli, ma in fase di
crescita e sviluppo.

Lungo il percorso, abbiamo sempre trovato i cartelli e i classici segni rossi e bianchi, che ci hanno indicato
in modo chiaro la traccia da seguire.

Riprendiamo così una strada poderale che ben presto ci porta a lambire una coltivazione di grano che,
vista dall’alto, rassomiglia alle maglie intrecciate di un immenso maglione di lana.

Un mix di colore verde, marrone, beige e giallo che si disperde all’orizzonte formando un soffice strato erboso
piacevole alla vista e al tatto, quando lo si accarezza.

Camminiamo su un terreno leggermente fangoso e reso umido dalla pioggia caduta negli scorsi giorni, per poi
passare accanto a una coltivazione di pioppi, uno in fila all’altro.

Piante molto alte dove il sole filtra tra i rami ricchi di foglie dell’avanzata stagione primaverile.
Sempre seguendo la poderale, in breve si giunge a una piccola cappella bianca dell’Ave Maria, e lì davanti
ai nostri occhi, è ormai vicinissimo il borgo di Roddi. 
285 m. di altitudine, denominato anche il “Borgo dei Tartufi” andremo ben presto a scoprire il perché si è
guadagnato questa prestigiosa “etichetta”.

sentiero 302 Grinzane Cavour - Roddi

Seguendo fedelmente i bollini bianchi e rossi, saliamo una ripida strada sterrata che attraversa un’ampia
coltivazione di vigneti, per giungere in pochi minuti nel centro di Roddi.

Se ci voltiamo, alle nostre spalle, ormai lontano, all’orizzonte, tra le colline, intravvediamo il castello di
Grinzane Cavour, nostro punto di partenza.

La descrizione e questa relazione insieme alle fotografie, non sono in grado di trasmettere a pieno la bellezza
di questi luoghi.

Solo visitandoli, attraversandoli, e camminandoci sopra, si riesce a cogliere il valore del posto,
non a caso Patrimonio dell’Unesco.

Abbiamo impiegato circa 1h 1/2 (senza considerare la deviazione per risalire la collina poco dopo la partenza),
di piacevole trekking.

Roddi è un paese di 1350 abitanti, che fa parte degli undici comuni del Vino Barolo, ed è “posato” su una dorsale
che domina l’intera pianura verso Alba, con le sue strade che disegnano dei cerchi concentrici e risalgono
verso il castello.

Il castello medioevale, che nel lontano passato è stato un antico monastero, rappresenta il centro del paese,
ed è formato da tre piani e due grandi torri che gli conferiscono un aspetto imponente.

Ubicato in posizione dominante sulla Valle Tanaro, è posto sulla parte più alta del borgo, accanto alla
Piazzetta del Municipio, classificata tra le piazze più belle del Piemonte.

Da Roddi, si ammirano le dolci e sterminate colline che con il loro andamento sinuoso si disperdono tra i vigneti,
andando unire borghi di assoluto prestigio tramite una fitta rete di sentieri e strade poderali.

Nelle giornate limpide, il panorama si spinge ben oltre le colline, permettendo di ammirare l’intera catena delle Alpi,
dominate dal “Re di Pietra”, il Monviso, dal quale seguiamo l’intero profilo delle creste: uno spettacolo emozionante,
in particolare con i colori del tramonto.

Il borgo è particolarmente curato, pulito, accogliente, con il logo del paese di Roddi, disegnato sulle panchine
che troviamo lungo le vie della cittadina.

Percorrendo via Roma, siamo restati piacevolmente sorpresi da diversi leggii, appoggiati lungo un muretto
in mattoni che delimita la fine della strada, sui quali troviamo ricette di cucina tutte a base di tartufo.

Accanto ai leggii, ci sono dei libri in ferro battuto, disposti sia in verticale che in orizzontale e posati a
decorazione di questa passeggiata che offre all’orizzonte tutto lo spettacolo dei saliscendi delle colline.

logo di Roddi

Ma inoltrandosi tra le vie, notiamo diverse riproduzioni della sagoma di un uomo con il suo cane, che rappresentano
il legame che unisce Roddi al tartufo, insieme a questa attività di ricerca che si svolge da molti secoli.

Pensate che in questo borgo, fondata da un contadino locale, è nata alla fine dell’Ottocento e ufficializzata nel 1935,
la prima e unica al mondo, “Università per i cani da tartufo”. 
Qui vengono addestrati i migliori cani per la ricerca del tubero più prezioso.

E’ una Università particolare, nella quale non esistono banchi o lavagne, e le lezioni si tengono a cielo aperto,
allenando il naso del cane, prima nel cortile e poi nei boschi.

L’addestramento serve a far riconoscere al cane il profumo del tartufo attraverso il gioco.
Successivamente le difficoltà aumentano, e le trifole vengono nascoste in profondità e ogni volta che l’animale
le trova, viene premiato con delle crocchette.

Un animale ben addestrato ha un valore che può arrivare anche ai 10.000€, ma quasi nessuno lo vende,
quasi nessuno lo fa sapere, così come non si fa sapere quanti tartufi vengono raccolti e soprattutto dove.

Langhe, Roero e Monferrato, sono territori noti per i pregiati tartufi sia bianchi che neri, profumati e ricchi di aromi,
che in questi luoghi crescono in abbondanza.

Il terreno marnoso-calcareo, leggermente sabbioso, povero di fosforo e azoto, ma ricco di potassio, si è stratificato
sopra una sottile placca rocciosa che trattiene l’umidità e favorisce la crescita e lo sviluppo dei tartufi.

Il percorso a cielo aperto intitolato “Roddi il borgo dei tartufi”, si snoda lungo le vie del paese e tramite fotografie,
descrizioni e riproduzioni, vengono spiegate e illustrate le varie fasi di ricerca e il legame che unisce l’uomo,
il cane e il tartufo.

Ma viene anche spiegato il meccanismo meraviglioso che nel sottosuolo, porta alla nascita del tartufo.
Roddi è un altro borgo accogliente, particolare come tutti quelli presenti in queste zone, dove ognuno ha la sua storia,
la sua tradizione, il suo fascino.

Il trekking di oggi unisce due paesi fantastici che abbiamo voluto sommariamente raccontarvi.
Due paesi che meritano di essere visitati attraverso una piacevole passeggiata immersi nel pieno della campagna,
tra noccioleti, vigneti e coltivazioni.

Il video del castello di Grinzane Cavour, l’ho realizzato in una tarda serata del mese di giugno.
Ho voluto in questo modo, rendervi partecipi e poter “riassumere” una delle tante bellezze di questi luoghi da favola.
Il percorso di rientro che da Roddi, ci riporta a Grinzane Cavour, è il medesimo affrontato all’andata.

Relazione, fotografie e riprese video di: Michele Giordano e Andreina Baj


Note:
il sentiero n° 302 che da Grinzane Cavour collega il borgo di Roddi, è semplice, facilmente percorribile e
ben segnalato.

Panoramico e piacevole, in circa 1h 1/2 permette di passare da un borgo all’altro, attraversando vigneti,
noccioleti e campi coltivati.

Entrambi i paesi sono di una bellezza indescrivibile, molto curati e particolari.
Parliamo di luoghi luoghi ricchi di storia e di fascino, perfettamente inseriti in un contesto quasi fiabesco.
Il borgo di Roddi è tutto incentrato sul tartufo e sulla ricerca di queste preziose trifole.
Qui troviamo l’unica Università al mondo per i cani da tartufo.
L’avreste mai detto?