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Malesco – Re Santuario – Re Maglione 761 m.
(Italia – Valle di Melezzo Orientale – Val Vigezzo)

semplice e piacevole percorso di trekking che si alterna tra il bosco e le grandi estensioni di prati adibiti al pascolo,
con baite in pietra “sparpagliate” in varie zone che rendono l’ambiente in “stile Heidi”: escursione particolarmente gradevole

malesco - re santuario - re maglione


Località di partenza:
 Malesco 761 m. (Val Vigezzo)

1° Punto intermedio: Re 710 m.
2° Punto intermedio: Re Ponte Maglione 640 m.
Punto di arrivo: Malesco 761 m.
Quota di partenza: 761 m.
Quota di arrivo: 761 m.
Dislivello: 121 m.
Posizione: Val Vigezzo, con partenza dal borgo di Malesco

Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Ore: 1h 30 partendo da Malesco e arrivando prima a Re, e successivamente al Ponte Maglione, attraversando
per intero il bosco e i prati che collegano le due località

Tempistica che non considera la visita al borgo di Re e la sosta al Ponte Maglione
Periodo: tutto l’anno
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: n° 01
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

Che siamo un pò innamorati della Val d’Ossola non ne facciamo mistero, e ammettiamo senza pudore che
strizziamo spesso l’occhio a queste zone molto molto ampie.

Infatti la Val d’Ossola con le sue 7 vallate e i suoi 295 laghi, si estende tra il Piemonte e la Svizzera, offrendo
“tutto il meglio” che un’escursionista o un amante della montagna può desiderare.

Sono zone relativamente poco frequentate, dove si assapora il vero “gusto dell’andare in montagna” e che ci hanno
sempre ampiamente appagato sapendoci regalare giornate indimenticabili in ambienti selvaggi e di altissimo valore.

Oggi in una fredda giornata di inizio febbraio siamo tornati in Val Vigezzo per fare un trekking semplice e piacevole che
unisce due paesini: Malesco e Re.

Quello che vi illustriamo e vi raccontiamo è un percorso adatto a tutti e indicato in qualsiasi periodo dell’anno, in un
ambiente piacevole che alterna il bosco a ampie distese erbose, lontani dal traffico e dalla confusione.

Ci troviamo in un “corridoio” che conduce verso il Canton Ticino in Svizzera.
Benvenuti o ben tornati sulle pagine del nostro sito.

Il punto di partenza dell’escursione di oggi è il Borgo di Malesco, un affascinante e piccolo paesino dove hanno
saputo rievocare lungo tutte le sue vie, la “vita di una volta”, con le rappresentazioni dei vari antichi mestieri che
venivano svolti tanti e tanti anni fà.

Cliccando qui, trovate un’ampia descrizione di questo borgo, molto particolare e che rappresenta la porta di
accesso alla Valgrande.

Arrivati a Malesco bisogna raggiungere via Roma e percorrerla per intero andando sempre dritti.
Via Roma ci accompagnerà inizialmente in piano e successivamente in leggera discesa verso l’uscita dal paese.
Dopo una decina di minuti di cammino, troveremo alla nostra destra la Pineta Rio Secco, con un ampio prato e
diverse panchine circondate da altissimi pini.

La particolarità della Pineta Rio Secco è rappresentata da un grosso masso chiamato in dialetto locale
i “Ses ‘d la Lesna”.

E’ un masso posato in mezzo al prato nel quale ci sono diversi buchi rotondi alle volte collegati da canaletti.
Questi buchi sono stati ottenuti battendo la roccia con un ciottolo di quarzo, ed è quello che rimane di una antica
“stregoneria” e testimonianza religiosa risalente al 1.300 a.c. con probabile prosecuzione in età romana.

Lasciamo alla nostra destra la pineta, proseguendo sempre dritti su una strada poderale asfaltata che ci porta nei
pressi di alcune baite e di una fontana che troviamo stracolma d’acqua e parzialmente congelata dalle rigide
temperature della notte.

Baite montane rivestite in pietra con staccionate in legno ci faranno compagnia per un ampio tratto della nostra
passeggiata.

Ci fermiamo ad osservare un albero completamente spoglio dalle sue foglie e con i rami che si alzano verso il cielo
azzurro di una giornata invernale particolarmente tersa.

I primi raggi del sole della mattina, disegnano sul suolo le ombre.
Proseguiamo lungo questa strada poderale asfaltata che attraversa un fitto bosco, dove il silenzio e la pace, si
uniscono al profumo della terra e della resina offrendo un benessere e un relax molto apprezzato.

Ai bordi della strada un lungo manto di foglie oramai secche, in ricordo dell’autunno trascorso già da qualche mese.
Vecchi tronchi ricoperti dai funghi, altri ricoperti dal muschio, residui di neve e baite sparpagliate un pò a destra e un
pò a sinistra, si completano con le montagne visibili all’orizzonte, e con i fitti boschi formati da faggi, pini e larici, andando a “disegnare” uno scenario quasi poetico.

Questo percorso di trekking avviene per circa metà della sua lunghezza sulla sponda destra del Torrente Melezzo,
e oltre ad essere rilassante è particolarmente piacevole, non è mai faticoso, avendo un dislivello quasi nullo.

Arrivati circa a metà del tragitto, troviamo alla nostra sinistra un ponte in cemento che andremo ad attraversare per
poi svoltare subito a destra, portandoci questa volta sulla sponda sinistra del Torrente Melezzo, tra il torrente stesso e
la linea ferroviaria che da Domodossola conduce a Locarno in Svizzera.

Proseguiamo tra ampie distese erbose, pascoli e allevamenti, alberi e staccionate in legno che delimitano il nostro
percorso, fino ad intravvedere alla nostra sinistra il paese di Re.

Lasciamo temporaneamente la poderale per spostarci ulteriormente a sinistra passando sotto delle arcate in pietra
sulle quali transita la linea ferroviaria e risalendo una breve strada in lose e cemento, entriamo nel borgo di Re.

Re è uno dei paesini montani della Valle di Melezzo Orientale, si trova a 710 m. di altitudine ed è ben visibile in
particolare per la grande cupola del suo santuario.

Il piccolo borgo di Re conta circa 700 abitanti ed è l’ultimo comune della Val Vigezzo prima del confine svizzero che
da qui dista circa 7 km.

Le stradine di questo borgo sono in gran parte in acciottolato e strette tra le mura delle case, risalgono la montagna
portando nelle varie abitazioni.

Dopo un breve giro a Re, scendiamo lungo la strada in lose e cemento che abbiamo percorso prima, per andare a
riprendere la poderale e continuare il nostro trekking che ci porta nei pressi di una fontana ricavata all’interno di
un tronco d’albero.

Ancora qualche minuto e raggiungiamo il punto di arrivo dell’escursione di oggi, ossia Ponte Maglione, un antico
ponte romano che sovrasta il Torrente Melezzo.

Quest’ultimo è uno dei pochi ponti che ha resistito alla tragica e rovinosa alluvione dell’estate del 1978 che ha
purtroppo distrutto tre altri ponti romani, fino ad allora conservati e utilizzati dalla popolazione locale.

Una sosta sulle sponde del Ponte Maglione, sigla per noi il punto di arrivo della passeggiata di oggi.
Ci fermiamo ad osservare questo ponte a schiena d’asino, considerato un’opera d’arte dell’ingegneria risalente ai
tempi dei romani, che è riuscito a resistere alle alluvioni in quanto le sue arcate non si posano dentro le acque del torrente,
ma bensì sulle due pareti rocciose rispettivamente della sponda destra e sinistra del corso d’acqua.

Un ponte che andrebbe a nostro giudizio maggiormente valorizzato e curato perché rappresenta uno dei “tesori”
di queste zone.

Dal Borgo di Malesco fino al raggiungimento del Ponte Maglione, abbiamo impiegato circa un’ora 1/2
di piacevole cammino.

Lungo la tratta a nostro parere sarebbero da aggiungere delle indicazioni che confermano la correttezza del
percorso intrapreso, che resta comunque facilmente intuibile.

Quella di oggi è un’ottima escursione di facile trekking, ma anche particolarmente consigliata per un’uscita in MTB.
Il rientro a Malesco avviene lungo la stessa traccia affrontata all’andata.
Tuttavia è possibile compiere un piccolo anello attraversando il Ponte Maglione e proseguendo per un breve tratto su
una strada poderale che ci farà vedere il borgo di Re alla nostra destra.

Lungo questa stradina formata prevalentemente da ampie distese erbose, abbiamo trovato dei curiosi ruscelli
d’acqua completamente congelati che scendono dalle mura di contenimento di un terrapieno.

La vista verso Malesco conferma quella che viene definita la “Valle dei pittori”.
Nonostante il periodo invernale con il marrone come colore predominante, abbiamo particolarmente apprezzato
questa visuale completamente aperta sulle montagne del Parco Nazionale della Val Grande, che si alterna tra boschi,
grandi prati, vette e paesini abbarbicati.

Si chiude così nel tardo pomeriggio un’escursione semplice e piacevole in un contesto montano molto bello.
Ancora una volta la Val d’Ossola si conferma un gioiello da vivere, frequentare e amare.

Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj


Note:
il percorso di trekking che dal borgo di Malesco conduce al borgo di Re è un traccia semplice, adatta a tutti
con un dislivello praticamente nullo e che “fa lo slalom” sinistra – destra – sinistra con il Torrente Melezzo.

Abbiamo apprezzato un ambiente poco frequentato, molto aperto e che alterna il bosco alle grandi estensioni dei
prati adibiti al pascolo per le mucche.

Al vostro fianco avrete sempre la presenza delle montagne della Val Vigezzo, di questa parte estrema dell’alto Piemonte,
posta al confine di Stato con la vicina Svizzera.