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Monte Crocione 1.641 m. (Italia – sponda occidentale del Lago di Como)
escursione super panoramica lungo tutta la tratta, con semplici passaggi in cresta che regalano scenari da cinema
Questo trekking è uno tra i più belli in assoluto della zona, ci troviamo 1.650 m. sopra la biforcazione di Bellagio:
ma che posto è?

monte crocione


Punto di partenza:
Alpe di Lenno 1.495 m. 
1° punto intermedio: Rifugio Venini 1.576 m.

2° punto intermedio: Colle di Tremezzo 1.563 m.
3° punto intermedio: Alpe di Mezzegra 1.616 m.
4° punto intermedio: Madonna degli Alpini 1.670 m.
5° punto intermedio: ruderi Alpe di Tremezzo 1.620 m.
Punto di arrivo: Monte Crocione 1.641 m.
Dislivello complessivo: 146 m.
Tempo impiegato: 1h 20 minuti in andata e stessa tempistica al ritorno
Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Periodo consigliato: tutto l’anno (previa attenta verifica delle eventuali condizioni di innevamento)
la strada di accesso veicolare che porta all’Alpe di Lenno, potrebbe essere chiusa per neve nel periodo invernale
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia n°: PTP
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

“Quando il buongiorno si vede fin dal mattino…”
E’ raro trovare una giornata “perfetta” dall’inizio alla fine, ma oggi è andata così.
Dopo una notte di pioggia e neve, le nuvole hanno ben presto lasciato spazio al sole.
L’aria “ripulita” dalla foschia, ha regalato un panorama pazzesco con visibilità illimitata.
Il calare della sera e il tramonto, ha “infuocato” un paesaggio indescrivibile.
Questa volta, saranno le fotografie e le riprese video a parlare al mio posto, perché alle volte un’immagine
conta più di mille parole, ed esprime sentimenti difficili da trasmettere.

Mettetevi comodi: andiamo a scoprire e illustrare un percorso da favola che conta ben 5 punti intermedi,
tutti da visitare e tutti molto particolari.

monte crocione
monte crocione

Il giorno precedente con pioggia, neve e nuvole basse che mascheravano e avvolgevano ogni cosa,
non lasciava spazio a grandi idee.

Eppure il meteo prevedeva a breve il sole pieno.
Fiduciosi di quanto avevamo visto su internet, siamo partiti, ci siamo diretti nella zona di Como, andando a impostare
il navigatore per il paese di Pigra e successivamente per il Rifugio Boffalora.

Dal Rifugio Boffalora, abbiamo seguito in macchina, la strada asfaltata che porta nei pressi del Rifugio Venini,
e precisamente ci siamo fermati parcheggiando all’Alpe di Lenno.

E’ qui che termina il tortuoso e stretto tratto di asfaltato, che dalla SS340 del Lago di Como, si snoda lungo il litorale
e incomincia poi a salire senza sosta prima portandoci a Pigra, e poi con tornanti e passaggi dove si transita
uno per volta, si arriva al Rifugio Boffalora e in seguito all’Alpe di Lenno.

Nel periodo invernale, se c’è neve, la strada è aperta solo fino all’Alpe di Colonno,
e in quel caso, l’escursione per il Monte Crocione non sarebbe possibile.

Arrivati all’Alpe di Lenno, abbiamo parcheggiato la macchina nei pressi di una malga dove è possibile
acquistare direttamente dal pastore, dell’ottimo formaggio a km 0.

Siamo stati subito “accolti e abbracciati” da un paesaggio fiabesco, con le colline e gli alberi parzialmente nascosti
dalle nuvole, che però lasciavano intravvedere all’orizzonte le Alpi e il sereno del cielo.

monte crocione

Ci siamo incamminati su un’ampia strada poderale che in lieve salita, conduce in circa15 minuti al Rifugio Venini (1).
Avrete fin da subito alla vostra destra una visuale bellissima sul versante opposto, dove troviamo il Monte San Primo,
la catena montuosa delle Grigne, tutta una serie quasi infinita di creste e in mezzo, uno spicchio del Lago di Como.

Ma questo è solo un piccolo assaggio di quello che ci aspetta.
Davanti a noi, la “spruzzata” di neve del giorno precedente, ha imbiancato la parte alta della destinazione di oggi,
quasi come lo zucchero a velo che mettiamo sul pandoro, lasciando così trasparire gli attuali colori autunnali
alcuni dei quali già tendenti all’inverno.

monte crocione
monte crocione

Man mano che ci avviciniamo al Rifugio Venini, incominciamo a trovare la prima neve sul terreno.
La struttura è ubicata tra il Monte di Tremezzo e il Monte Crocione, ed è un’ottimo punto di partenza per gli escursionisti
amanti sia del trekking che della MTB, ma la sua caratteristica principale è la vista panoramica
che si apprezza dalla terrazza.

36 posti letto, ottima cucina, sala interna, balconata esterna, ci sono un pò tutti gli “ingredienti” per stare bene.
Aspettare qui il tramonto o l’alba al mattino, vi permetterà di “scattare” delle fotografie e degli scenari veramente unici.
Superato il rifugio, si prosegue lungo la mulattiera dove troveremo il segnavia PTP (percorso trail permanente)
che ci accompagna verso il Colle di Tremezzo (2) 1.563 m. e verso il centro del Lago di Como.

Questa mulattiera militare di inizio 900 è un traverso su pendio del crinale erboso, andando in direzione nord.
Fa parte della Linea Cadorna voluta dall’omonimo generale, per proteggere l’Italia durante la guerra da eventuali
ingressi degli austriaci, provenienti dal territorio svizzero.

A oggi, sono ancora individuabili delle antiche postazioni militari e alcuni trinceramenti.
Il bianco della neve, l’azzurro del cielo e le nuvole che passano accanto a noi accarezzandoci, rendono il cammino
verso il Colle di Tremezzo (2), colorato, piacevole e veramente caratteristico.

All’orizzonte individuiamo un fitto bosco di pini, “aggrappato” al pendio, formando una “striscia verde scura”,
tra il bianco della neve nella parte superiore e il giallo marrone dell’erba nella parte inferiore: che bellezza.

Riuscire ad osservare e cogliere queste sfumature, avvalora ulteriormente un’escursione tra le più piacevoli che
si possono fare in zona, oltre ad essere di grande interesse panoramico.

mulatteria per il Monte Crocione
mulatteria per il Monte Crocione
mulatteria per il Monte Crocione
mulatteria per il Monte Crocione
mulattiera verso il Monte Crocione

Dopo aver lasciato da circa 25 minuti il Rifugio Venini, mentre la poderale si è trasformata in mulattiera,
raggiungiamo l’Alpe di Mezzegra (3) 1.616 m.

Due piccole casette, adibite a malghe e due panchine ricavate da tronchi d’albero, permettono una sosta per
ammirare la vista sulla biforcazione di Bellagio.

Oggi complice un’aria particolarmente pulita, l’assenza di foschia e le nuvole che si sono diradate, davanti ai nostri occhi
si è aperto un mondo, abbastanza raro da vedere in maniera così limpida.

monte crocione
monte crocione

Dall’Alpe di Mezzegra ci sono due percorsi per arrivare al Monte Crocione.
La prima possibilità è quella di procedere andando dritti a mezzacosta seguendo il sentiero.
Si passa accanto a un ripetitore della tv (che troverete alla vostra destra), raggiungendo così i ruderi
dell’Alpe di Tremezzo e successivamente il Monte Crocione.

L’alternativa, (quella da noi scelta), prevede che arrivati alle baite dell’Alpe di Mezzegra, si gira subito a sinistra,
per risalire il ripido costone erboso, che in circa 15 minuti ci ha portato alla Madonna degli Alpini (4): una piccola statua,
posata su una piramide in cemento, sulla quale troviamo una piccozza in ferro battuto con una corda e una targhetta.

Un recinto con paletti di metallo e assi di legno, “protegge” la madonnina.
Da qui la vista, come potete vedere dalle foto, è aperta a 360° su tutto il Triangolo Lariano e parte della Valtellina
ed è visibile anche il Lago di Piano.

La posizione privilegiata della Madonna degli Alpini, ci permette di vedere il percorso di avvicinamento al
Monte Crocione, che si affronta lungo una facile e panoramicissima cresta.

Oggi i colori sono da cartolina e il sentiero lungo la cresta, “delimita”, le due differenti esposizioni.
Sul lato a sud, dove batte maggiormente il sole, la neve si è già fusa e il verde del prato contrasta con il lato a nord,
ancora totalmente imbiancato.

sentiero di salita verso la madonnina degli alpini
la madonnina degli alpini
il lago di como dalla madonnina degli alpini
panorama sul lago di como dalla madonnina degli alpini
sentiero verso il Monte Crocione
verso i ruderi dell'Alpe di Tremezzo

Dalla Madonna degli Alpini (4), si scende seguendo la linea di cresta, raggiungendo in circa 10 minuti
i ”ruderi dell’Alpe di Tremezzo” (5), formati da alcune case in pietra, che aggiungono un tocco di fascino all’ambiente,
anche se le baite sono in gran parte diroccate, e (purtroppo) lasciate andare in completa rovina.

Un vero peccato.
La vista da qui è grandiosa.
Una ristrutturazione permetterebbe un recupero di queste casette, con ancora i soffitti a volta, che diversamente
sono destinate a diventare presto irrecuperabili.

ruderi alpe di tremezzo
ruderi alpe di tremezzo
ruderi alpe di tremezzo

Dalle baite diroccate si arriva al Monte Crocione in pochi minuti.
La croce di vetta dal colore argento, è ben visibile già da lontano.
Quando la raggiungiamo, ci sediamo sulla piccola panchetta in cemento posta alla sua base, e ammiriamo
uno degli spettacoli tra i più belli di tutto il Triangolo Lariano.

Siamo sopra la biforcazione di Bellagio, dove la “Y” del Lago di Como prende forma.
Davanti a noi le infinite montagne ricche di vegetazione che scendono in modo severo direttamente nelle acque
del lago dal colore blu scuro.

L’andamento sinuoso ed elegante di questo immenso bacino d’acqua, si disperde tra le curve del suo lungo percorso.
Azzurro del cielo, blu scuro dell’acqua, verde del prato, bianco della neve, verde scuro dei pendii che scendono
dalle montagne, marrone delle foglie autunnali, sono solo alcune delle sfumature e dei colori della giornata di oggi.

Il Monte Crocione completamente spoglio di vegetazione, è forse la meta più panoramica della zona.
Facilmente raggiungibile e con un dislivello contenuto, permette un’escursione di trekking particolarmente appagante.
Se effettuata nel periodo estivo, si consiglia di portare al seguito parecchia acqua, perchè il sole sarà sempre
presente sopra di voi.

Oggi, in una giornata di autunno inoltrato, abbiamo potuto ammirare un panorama apertissimo, grazie alla totale
assenza di foschia, con l’abbraccio di tutta la catena delle Alpi.

Vi riportiamo qui sotto alcune immagini scattate dal drone, e all’interno della relazione, trovate il video dedicato
a questo luogo davvero bello bello.

il lago di como dal monte crocione
il Monte Crocione
la linea di cresta che conduce al Monte Crocione
le linee di cresta del Monte Crocione
i ruderi dell'Alpe di Tremezzo
il Monte Crocione
la linea di cresta verso il Monte Crocione
i ruderi dell'Alpe di Tremezzo

Il percorso di rientro, è lo stesso affrontato all’andata.
In alternativa, in fase di ritorno, se non volete risalire fino alla Madonna degli Alpini, quando arrivate nei pressi
dei ruderi dell’Alpe di Tremezzo, (vedi tratto giallo sulla mappa), è possibile tendere a sinistra, seguendo il sentiero
che porta direttamente all’Alpe di Mezzegra e successivamente al Rifugio Venini.

Arrivati all’Alpe di Lenno, il tramonto infuocato, ha dato un tocco di poesia al giro di oggi, andando ad accendere
i colori autunnali.

Si chiude così una giornata tra le più belle, appaganti e panoramiche, trascorse sulle alture del Lago di Como.
Un consiglio?
Se siete in zona, mettete in agenda di raggiungere il Monte Crocione.

C’è una favola che vi aspetta e che porterete a lungo nel vostro cuore.

Relazione, fotografie e riprese video di: Michele Giordano e Andreina Baj

tramonto triangolo lariano - Monte Galbiga
tramonto triangolo lariano - Monte Galbiga
tramonto triangolo lariano - Monte Galbiga


Note:
escursione di trekking con poco dislivello e particolarmente appagante dall’inizio alla fine per il panorama
e paesaggio straordinario.

L’ampia mulattiera e successivamente il sentiero, con i passaggi in cresta, sono facilmente accessibili e non
presentano difficoltà tecniche rilevanti.

Meta ideale per “allenare le gambe” a inizio stagione, senza farsi mancare degli scenari da cartolina sul Lago di Como.
E’ possibile arrivare fino qui in MTB
L’esposizione al sole, richiede acqua e protezione per chi intende frequentare la zona nel periodo estivo.
Il percorso di avvicinamento in auto lungo la tratta che dal paese di Pigra conduce fino all’Alpe di Lenno,
pur essendo asfaltato, è stretto e tortuoso.

In inverno, nel caso di abbondanti nevicate, la strada viene chiusa per ragioni di sicurezza.