Bivacco Suretta 2.720 m. e (l’inesistente) Ghiacciaio del Suretta
(Italia – Alta Valle Spluga)
ubicato in una posizione grandiosa, con un panorama senza confini tra vette, creste e laghi,
questa piccola scatoletta di latta di 3,50 m. x 2,50 permette di vivere la favola dell’alta quota.
9 posti letto, due panche e un tavolo: il resto è magia
Località di partenza: Lago di Montespluga, nei pressi dell’Albergo della Posta lungo la SS36
Quota di partenza: 1.901 m.
Quota di arrivo: 2.720 m.
Dislivello: 819 m.
Posizione: Alta Valle Spluga
Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Ore: 2h 45 minuti in andata e circa 2h 20 minuti al ritorno
Periodo: da metà giugno a metà / fine ottobre
(previa attenta verifica delle condizioni di innevamento e stabilità dell’eventuale manto nevoso)
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: n° C14
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli
Premesso che l’escursione che vi descriviamo in questa pagina è stata appagante dall’inizio alla fine,
regalandoci dei panorami con degli orizzonti da sogno, abbiamo purtroppo ancora una volta toccato con mano
il totale disastro dello stato di salute dei nostri ghiacciai.
Senza tanti giri di parole, molti di essi li possiamo classificare come “scomparsi definitivamente”.
Questa è la sorte toccata anche al Ghiacciaio del Suretta, dove al suo posto, rimane solo più un’immensa area
ricoperta da migliaia di pietre levigate, che bisogna risalire per quasi un’ora prima di giungere al bivacco.
E del ghiaccio?
Nessuna traccia.
Impressionante.
Benvenuti sulle pagine del nostro sito internet.
Il trekking di oggi ci porterà a risalire l’alta Valle Spluga fino a raggiungere il Bivacco Suretta, punto d’appoggio
per l’ascensione alla Punta Nera, alla Punta Rossa e alla Punta Adami.
La località di partenza è il Lago di Montespluga raggiungibile risalendo in auto la SS36 andando in direzione
del Passo dello Spluga.
La SS36 prevede ben 51 tornanti, alcuni di essi piuttosto stretti e il passaggio all’interno di tunnel scavati nella roccia,
che in qualche caso avviene a senso unico alternato perché la carreggiata non consente il transito in contemporanea
di più veicoli che provengono in senso opposto.
Arrivati al Lago di Montespluga, troverete un bacino racchiuso da due dighe, costruite nel 1931 e creato come serbatoio
di accumulo per la centrale idroelettrica posta a Isola una frazione di Madesimo.
Proseguite in auto mantenendo la destra del lago.
Il consiglio è quello di parcheggiare nei pressi dell’Albergo della Posta, a pochi metri di distanza dal centro di informazioni,
dove troverete degli ampi slarghi.
Qui si individua la palina con le indicazioni per il Bivacco Suretta e per i Laghi Azzurri.
Per semplicità descrittiva dividerò in due parti il racconto di oggi: “la risalita del sentiero” e “la risalita del paesaggio lunare”
LA RISALITA DEL SENTIERO
Dal Lago di Montespluga, nei pressi del parcheggio, inizialmente si prende una strada poderale delimitata
da una staccionata in legno che corre parallela alla SS36
Dopo circa una decina di minuti, si devia sulla sinistra, entrando nell’Alpe Suretta e iniziando la risalita del sentiero,
contrassegnato con il segnavia C14 che si snoda accanto al Torrente Vallone Caurghetta.
Il tracciato si inerpica tra prati verdi e conche erbose e ci permette di prendere rapidamente quota.
Uno sguardo all’indietro e il Lago di Montespluga lo vedremo diventare sempre più piccolino.
Uno sguardo verso l’alto e si notano le cascate del Suretta che scendono dalla ripida china erbosa.
Si prosegue zigzagando lungo il sentiero e dopo circa un’ora si giunge nei pressi di due imponenti salti di roccia
che troveremo alla nostra sinistra.
A prima vista le roccette di questa falesia non ci sono sembrate molto stabili, presentando ampie crepe “sorrette”
da un equilibrio piuttosto instabile.
In questo tratto c’è un pò di esposizione verso valle, serve fare attenzione, ma è tutto facilmente superabile senza difficoltà,
anche grazie ad alcune catene che agevolano la progressione.
Noi per ragioni di sicurezza, in questa parte sotto roccia, abbiamo cercato di transitare il più rapidamente possibile.
Si supera un breve tratto di massi e si giunge così nei pressi di una sella dove individuiamo un grande ometto.
Alla vostra destra avrete un torrente che lo si costeggia parallelamente senza mai attraversarlo e poco più in là
si individua un laghetto.
LA RISALITA DEL PAESAGGIO LUNARE
Arrivati nei pressi del torrente, una palina segnaletica fornisce delle indicazioni.
Proseguendo dritti si andrebbe al Passo Suretta e successivamente ai Laghi Ghiacciati (in territorio svizzero).
Nel nostro caso, si devia decisi a sinistra allontanandoci dal torrente e seguendo i bollini bianchi e rossi.
Ci si inerpica rimontando un’ampio cordone morenico che si snoda tra pietre di media e grossa dimensione.
A tal proposito segnaliamo che i bollini sono ottimamente disposti, spesso ravvicinati tra loro, indicando in modo chiaro
e precisa la traccia da seguire.
Considerate che da qui in avanti il paesaggio è veramente lunare.
Troverete solo pietre, in un immenso canalone morenico e in un ambiente che pur essendo di alta montagna,
ci ha fatto riflettere.
I colori predominanti sono il grigio cupo, il grigio chiaro, il marrone chiaro e il marrone scuro.
Qui fino a qualche decina di anni fa, sorgeva il Ghiacciaio del Suretta che al nostro passaggio è risultato quasi invisibile.
Infatti, a prima vista abbiamo scambiato per due micro nevai, quello che in realtà (e solo nei pressi del bivacco)
è una mini porzione di massa glaciale che ha perso quasi tutto il suo spessore, ritirandosi e scomparendo
in modo impressionante.
Due misere pozze d’acqua, raccolgono il continuo e perenne scioglimento di quel poco che resta.
Guardando verso l’alto, si scorge la sagoma del bivacco posto sopra una collina morenica.
I segnavia ottimamente disposti, permettono un’agevole progressione e la risalita della collina interamente
ricoperta di pietre, la si supera in circa 20 – 25 minuti, per un totale di circa 2h e 45 minuti di salita complessiva.
Il Bivacco Suretta è stato posato qui nell’Alta Valle Spluga nell’anno 1983 ed è di proprietà del CAI
Al suo interno si trovano 6 posti letto “comodi” + 3 di “recupero”, un tavolo e due panche, qualche mensola,
una cassetta di pronto soccorso.
Un piccolo pannello fotovoltaico assicura la luce all’interno di questa “scatoletta di metallo” che misura
3,50 m. di larghezza per 2,60 di profondità.
Fuori dalla porta è appesa una pala qualora si rendesse necessario il suo utilizzo.
La sua posizione è grandiosa, offrendo un panorama senza confine, dal Lago di Montespluga, alla Punta Nera,
la Punta Rossa, la Punta Adami e alle cime del gruppo del Suretta.
Qui apprezzerete la semplicità e la vita spartana d’alta quota, dove è il silenzio a rendere tutto magico
e dove lo sguardo si perde tra creste e cime quasi infinite.
Non serve nient’altro.
Sulla parte esterna del bivacco, abbiamo posato uno dei sassi disegnati da Andreina.
Mentre percorriamo i sentieri, raccogliamo dei sassi dalle forme particolari, che una volta arrivati a casa vengono lavati,
spazzolati, dipinti e disegnati.
Nelle successive uscite di trekking, questi sassi sono da noi, nuovamente posati lungo i percorsi,
per regalare un sorriso a chi avrà il piacere di raccoglierli e custodirli come nostro “porta fortuna”.
Un gesto semplice e carino che abbiamo voluto sviluppare grazie alla capacità grafica
e generosa di Andreina, che ringraziamo per il prezioso contributo.
Ringraziamo anche Marco, che ha trovato il nostro sasso e ha inviato la foto dove lo custodisce.
Ci ha fatto molto piacere.
Il percorso di rientro nel nostro caso, è stato lo stesso che abbiamo seguito all’andata.
Vi lascio qui sotto qualche foto dei laghi che potrete incontrare, facendo alcune deviazioni in fase di rientro.
Tutto il resto è magia.
La magia della libertà e la magia dello straordinario ambiente montano.
Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj
Note: escursione di trekking non banale, che richiede un buon allenamento e capacità a muoversi su tracciati
e terreni d’alta quota.
Lungo tutto il percorso troverete sempre i segnavia, ottimamente disposti.
E’ stato fatto un gran bel lavoro, con le bandierine “bianche e rosse” che saranno sempre al vostro fianco,
garantendovi sicurezza e orientamento.
Il bivacco è la classica “scatoletta di latta”, affascinante, e posata in un posto dal quale potrete solo ammirare
un panorama da poesia, che resterà a lungo prigioniero del vostro cuore.
