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Cadarese (749 m.) – l’antico rito del bucato (Italia – Valle Antigorio)
alla scoperta di come si viveva molti e molti anni fa, dove il superfluo non esisteva, c’erano “meno cose”,
ma non mancava nulla e i rapporti umani facevano parte della quotidianità

cadarese - valle antigorio

Le caratteristiche dei lavatoi presenti in tutte le frazioni del Comune di Premia, rispettano le tipologie
dell’architettura spontanea di montagna: i materiali usati sono il sasso ed il legno; in ognuno sono collocate
grandi vasche in pietra, molto antiche e lavorate mano; molte di queste vasche sono state realizzate da uno scalpellino
molto esperto: Bucchi De Giuli Luigi detto “Luisin”.

Il lavatoio rappresentava anche un luogo di incontro: mentre lavavano, le donne si scambiavano informazioni e consigli,
si costruivano legami tra le diverse generazioni e si imparava quanto fosse importante collaborare
per superare le difficoltà del vivere quotidiano.

Tutti questi lavatoi emanano un certo fascino, se li osserviamo con “occhi diversi”, possiamo ancora immaginare
le donne al lavoro, ascoltare i loro canti o le loro parole, ascoltare il gorgoglio dell’acqua e lo schiocco della biancheria
battuta sulla lastre di pietra.

rito del bucato - cadarese - valle antigorio

Le donne si recavano al lavatoio quasi giornalmente con i loro cesti colmi di biancheria da lavare;
l’ordine secondo cui i panni erano lavati era il seguente: panni bianchi, panni colorati, indumenti di lana e da ultimi
“i patti” cioè i pannolini dei bambini.

Al termine del lavoro, ogni donna aveva l’obbligo di scaricare l’acqua sporca, poi doveva spazzolare le pareti
interne delle vasche per consegnarle pulite alla lavandaia successiva.

Il bucato delle lenzuola invece veniva fatto 3 o 4 volte all’anno ed era un lavoro che impegnava per 2 giorni
tutte le donne della famiglia.

Erano bucati di almeno 20 – 30 lenzuola perché le famiglie erano molto numerose.
Si lavava soprattutto in primavera ed in autunno.

cadarese - l antico rito del bucato - valle antigorio

Le fasi del bucato:
1) si andava al lavatoio con le lenzuola sporche portate nei gerli;
2) le lenzuola venivano bagnate e strofinate con sapone e spazzola;
3) le lenzuola venivano piegate e messe in una botte (in dialetto bogia);
4) nel frattempo un uomo faceva bollire per un’ora un pentolone di acqua a cui si aggiungeva cenere setacciata
(in dialetto lasciva): le proprietà sbiancanti e disinfettanti della cenere consentivano lo scioglimento dello sporco

cadarese - valle antigorio - l antico rito del bucato

5) le lenzuola venivano inzuppate di lasciva calda e tenute bagnate, ogni due ore si aggiungeva
altra “lasciva” nella “bogia”;

6) la bighjaa riposava per una notte;
7) il mattino successivo le lenzuola venivano risciacquate e, dopo essere state strizzate a mano, venivano stese al sole

cadarese - valle antigorio - l antico rito del bucato
cadarese - valle antigorio - l antico rito del bucato

IL SAPONE
Un tempo anche la preparazione del sapone avveniva in paese.
In un vecchio paiolo si mettevano a bollire, per parecchie ore, acqua e grasso degli animali a cui via via si aggiungevano
soda caustica, pece greca, talco ed albume.

Poi si versava la miscela in una bassa cassetta di legno e la si lasciava raffreddare; dopo due giorni, con un filo di ferro,
si tagliava il composto in cubetti.

Così facevano il sapone le nostre antenate!!!

cadarese - valle antigorio - l antico rito del bucato
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