Col Fenêtre 2.729 m. – Mont Vertosan 2.822 m. – Colle di Vertosan Nord 2.690 m.
(Italia – Valle d’Aosta – Valle Centrale)
escursione di trekking particolarmente panoramica, che si addentra in un vallone scarsamente frequentato,
che ci porterà prima al Col Fenêtre e successivamente sulla cima del Mont Vertosan.
Proseguendo ulteriormente, la (piacevole) solitudine sarà totale, e vi troverete “a tu per tu” abbracciati e circondati
da vette grandiose
Località di partenza: Vetan 1.698 m. (Valle Centrale)
Punto di arrivo: Col di Vertosan Nord 2.690 m.
1° punto intermedio: Rifugio Mont Fallère 2.385 m.
2° punto intermedio: Col Fenêtre 2.729 m.
3° punto intermedio: Mont Vertosan 2.822 m.
Quota di partenza: 1.698 m.
Quota di arrivo: 2.690 m.
Dislivello: 1.124 m.
Posizione: Valle Centrale, in parte lungo il percorso del <TMF> Tour Mont Fallère
Difficoltà: E / EE [scala delle difficoltà]
“E” nel tratto compreso tra Vetan e il Mont Vertosan
“EE” nel tratto compreso tra il Mont Vertosan e il Colle di Vertosan Nord lungo la linea di cresta
Ore: 3h 50 minuti in andata nel tratto compreso tra Vetan e il Colle di Vertosan Nord
e circa 3h 20 minuti in ritorno
Periodo: da metà / fine giugno a metà ottobre
(previa verifica delle condizioni di innevamento, della stabilità del manto nevoso e dell’assenza di ghiaccio
in particolare lungo la linea di cresta)
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: n° 13 da Vetan fin nei pressi del Rifugio Mont Fallère e poi <TMB> da poco dopo il rifugio fino
al raggiungimento della vetta
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli
Gran bella escursione che soprattutto nella seconda parte, (quella che dal Rifugio Mont Fallère porta al Col Fenêtre),
si svolge all’interno di un vallone solitario, poco frequentato, che regala un ambiente “a tu per tu” con la montagna,
dove il silenzio è “disturbato” solo dal fischio di qualche marmotta.
Dal Mont Vertosan il panorama, (già grandioso al Col Fenêtre), si amplifica ulteriormente.
Ma io sono andato oltre, raggiungendo il Colle di Vertosan Nord, per isolarmi completamente e trascorrere qualche ora
(indimenticabile), a guardare in silenzio le vette e vivere a pieno la “mia fuga d’amore”, oggi in solitaria.
Benvenuti sulle pagine del nostro sito, si parte adesso per un nuovo entusiasmante trekking, nel cuore della Valle d’Aosta.
Il punto di partenza del sentiero n° 13 che ci accompagnerà per tutta la tratta, è la minuscola frazione di Vetan,
che ho raggiunto la mattina presto, di una bella giornata di inizio luglio.
Vetan, ubicato a 1.698 m. di altitudine, è l’ultimo paese della vallata, ed è qui che si parcheggerà, al bordo di una pineta,
nei pressi dell’Hotel Notre Maison, dove finisce la strada asfaltata.
Per arrivare a Vetan, provenendo da Aosta o da Courmayeur tramite la SS 26, bisogna raggiungere il paese di Saint Pierre
e seguire le indicazioni per Saint Nicolas.
Successivamente, si prosegue ancora per 7 km su ampia strada asfaltata e panoramica, seguendo l’indicazione Vetan,
fin quando, come accennato sopra, la strada finisce.
Accanto all’ampio parcheggio, nei pressi dell’Hotel Notre Maison, si trovano le indicazioni per il Col Fenêtre,
segnavia n° 13.
Si incomincia (ma solo per un minuto), con una ripida salita che si addentra in un bosco e ci porta accanto alla statua
di una Madonnina gialla, dove si prende il sentiero a destra, che per un primo tratto in piano, ci farà attraversare
degli ampi prati, utilizzati per il pascolo delle mucche.
Mentre attraversiamo queste immense distese di erba verdissima e fiori, le montagne innevate all’orizzonte,
sembrano quasi uscire dal terreno, regalando e deliziando il nostro sguardo fin da subito, con un contrasto di colori incredibile.
In circa 15 minuti, con un andamento pressoché in piano, si arriva nei pressi di un bivio, dove si gira a sinistra,
inoltrandosi all’interno di un fitto bosco.
Inizia qui una ripida salita che in circa 40 – 45 minuti attraversa e supera l’intero bosco formato in gran parte da pini e larici,
portandoci su un’ampia poderale.
E’ curioso il tracciato che si snoda all’interno del bosco, dove troviamo tutta una serie di sculture in legno.
Parliamo di decine di piccole creature e non solo, raffiguranti in prevalenza degli animali che popolano queste zone,
ma anche dei funghi, dei fiori e dei personaggi quali il boscaiolo, il pastore, il prete, il contadino, il montanaro…..
che ci accompagneranno fino al Rifugio Mont Fallère.
Questo è il “Museo a cielo aperto”, dove un pò ovunque, tra i rami, dietro ai sassi, tra gli alberi, ma anche in bella evidenza
sul sentiero e sulla poderale, sono disseminate queste creazioni che “spiano” l’escursionista, rendendo il tracciato
decisamente piacevole e originale.
L’autore di questa idea così particolare è il proprietario del rifugio, il sig. Siro Viérin, che qui ha posato circa 350 opere
da lui realizzate, andando a creare il museo e l’atelier di scultura più alto in Italia e forse in Europa.
La passione per il legno, per gli attrezzi e per la montagna, ha portato a realizzare qualcosa di esclusivo, originale
e straordinario.
In particolare, le sculture di legno, raffiguranti degli animali, alle volte sono facilmente individuabili, altre volte invece
mascherate, come le vere creature selvatiche di queste zone.
Riproduzioni realizzate così bene e in grandezza naturale, che sembrano quasi vere.
Dopo aver risalito l’intero bosco, si prosegue ancora in salita per qualche minuto, su un tratto privo di alberi.
Sulla sinistra, si trovano alcuni tavoli in legno con delle panche, dov’è possibile ammirare il panorama e prendere fiato.
La strada poderale che prenderemo alla nostra destra, e che si interseca al termine del sentiero del bosco, è un traverso
su pendio di facile accesso, con poca pendenza, e si snoda tra queste montagne naturali e dall’aspetto selvaggio.
Da qui, in meno di 40 minuti si arriva al Rifugio Mont Fallere, ed essendo mattina presto, lo trovo ancora “sonnecchiante”.
Accanto al rifugio, c’è una casetta in pietra, che custodisce altre opere di Siro Viérin, con una qualità ancora superiore
rispetto a quelle che abbiamo incontrato lungo il percorso.
Riproduzioni in legno molto particolari, realizzate con una tecnica costruttiva che sembra quasi incredibile pensare
che siano state eseguite a mano…
Il sentiero n° 13 prosegue in direzione del Col Fenêtre.
Si lascia alle spalle il rifugio, camminando su una poderale che quasi in piano ci porta verso l’alpeggio Les Crottes 2.380 m.,
che raggiungo in pochi minuti.
Da qui si gira nettamente a destra e il segnavia da seguire sarà il <TMF> (simbolo con il rombo giallo e nero),
abbreviazione del Tour du Mont Fallére.
Inizia qui il tratto più solitario (e interessante) dell’escursione di oggi.
Infatti la maggior parte degli escursionisti si fermano al rifugio e quelli che proseguono, deviano quasi tutti a destra
per salire la ripida traccia a zig zag che porta al Lac Mort e successivamente in direzione del Mont Fallére 3.061 m.
Io invece continuo andando dritto, addentrandomi così in un immenso vallone solitario, dove non ho mai incontrato nessuno,
salvo qualche marmotta e una rana nei pressi di un laghetto.
Davanti a me, all’orizzonte individuo la linea concava del Col Fenêtre, in un ambiente molto aperto, dove il sentiero
dal colore marrone chiaro, diventa quasi una linea tracciata a matita, nel mezzo di prati verdissimi.
I frequenti segnavia, non lasciano mai spazio a dubbio o interpretazioni sulla rotta da seguire.
Sulla sinistra, nonostante l’avanza stagione estiva, trovo ancora il residuo di qualche nevaio.
Si tratta di accumuli nevosi di precedenti slavine precipitate nel periodo invernale, dalle ripide pareti rocciose che mi circondano.
Sempre alla sinistra trovo un laghetto, “abitato” in prevalenza da girini.
Questa immensa conca, la si supera piacevolmente e senza particolare fatica in circa 40 minuti, prima di salire
gli ultimi 100 m. di dislivello, più intensi rispetto al ritmo precedente.
Arrivo così al Col Fenêtre 2.729 m., dal quale si ammira da un lato, una vista incredibile e apertissima sulla splendida
vallata del Gran San Bernardo, sul gruppo del Bianco e sul Gran Combin, mentre dal lato opposto, su tutto il vallone
che abbiamo percorso a piedi, salendo dal Rifugio Mont Fallère.
Uno spettacolo.
Dal Col Fenêtre, si prosegue sulla sinistra, in direzione del Mont Vertosan, su un sentiero ottimamente segnato,
che si snoda quasi per intero sopra una grande pietraia.
Pochi metri di dislivello e l’ambiente cambia in modo radicale e si trasforma presentandosi più selvaggio, più aspro,
con un terreno più accidentato.
Per un “gioco di prospettiva”, dal sentiero vediamo sbucare il Monte Bianco.
Attraverso residui di nevai della precedente stagione invernale, con accumuli ancora evidenti: chissà in quale modo
e con quale forza deve avere soffiato il vento quassù.
Vivere questi ambienti è una favola.
15 – 20 minuti, non di più, e dal Col Fenêtre si arriva sulla vetta del Mont Vertosan 2.822 m. dove trovo ad accogliermi
un “gigante” ometto in pietra.
Beh… la vista è semplicemente grandiosa, ulteriormente amplificata rispetto al Col Fenêtre.
Per avere una visione complessiva di quello che ci circonda, bisogna ruotare sui 360°
Guardando verso nord, abbiamo l’intera catena del Monte Bianco.
Guardando verso est troviamo il Vallone del Gran San Bernardo e vediamo in modo chiaro il sentiero di salita a zig zag
che mi ha accompagnato fin sulla sella del Col Fenêtre.
Guardando verso sud abbiamo l’intera conca che ho risalito e che scende verso il Rifugio Mont Fallére, con la visuale
verso la valle Centrale, verso la Grivola e verso il Gran Paradiso.
Maestoso e spettacolare, “accanto a me” il Mont Fallère 3.061 m. che ai suoi piedi, custodisce il Lac Mort, dal quale
precipita una cascatella di acqua limpidissima, che questa mattina ho lambito mentre mi avvicinavo al vallone
che mi ha condotto fino qui.
Le (tante o poche) parole spese, non riescono a far trasparire l’emozione e la bellezza di questi luoghi solitari e super panoramici,
dove con lo sguardo si “passa” dal Piemonte alla Francia.
Essere qui è una grande emozione per chi ama la montagna, il suo ambiente, il suo silenzio e suoi infiniti paesaggi,
sempre differenti come forme, come sfumature di colori, come morfologia.
L’escursione di oggi potrebbe concludersi qui, con l’arrivo al Mont Vertosan, su questo sentiero di facile accesso,
classificato come “E”.
Io invece ho proseguito ancora per circa mezz’ora, andando a raggiungere il Colle di Vertosan Nord 2.690 m.
Il tracciato che dal Mont Vertosan conduce al Colle di Vertosan Nord è una linea di cresta piuttosto stretta,
dove si cammina su un terreno formato prevalentemente da sfasciumi e, soprattuto dal lato rivolto verso
il Vallone del Gran San Bernardo, è un pò esposto.
Qualche passaggio, richiede l’utilizzo delle mani, per superare alcuni tratti rocciosi.
Consiglio quindi di seguire la esile e poco battuta traccia, tenendosi dal lato verso il Rifugio Mont Fallére.
In questo caso, (o perlomeno al mio passaggio), ho trovato assenti i bollini, i segnavia e gli ometti.
L’arrivo al Colle di Vertosan Nord, con il suo grande pianoro erboso, ricoperto da fiori, mi ha permesso di rilassarmi
per qualche oretta e vivere a pieno un ambiente straordinariamente bello.
Scarso passaggio di escursionisti, limitato a meno di una decina di persone, individuati da lontano e grandi come formiche.
Oggi, nessuno si è avventurato fino al Colle, che credo sia veramente poco poco frequentato.
Il percorso di rientro è lo stesso affrontato in salita.
Mentre facevo rientro verso Vetan, ho avuto la piacevole sorpresa di trovare delle magnifiche stelle alpine.
Un fiore di straordinaria bellezza, non così comune da individuare durante i giri in montagna, in quanto qui da noi,
cresce solo sulle Alpi e nonostante sia una pianta protetta, l’assurda raccolta indiscriminata, (peraltro proibita),
ha notevolmente ridotto la sua presenza.
Le sue foglie “lanose” servono per limitare l’eccessiva traspirazione, essendo una pianta originaria di habitat aridi,
ed è un vero prodigio della natura.
Questa piantina cresce in ambienti montani e rocciosi, resistendo alle forti variazioni di temperatura, compreso il gelo invernale.
La sua fioritura avviene solo nel periodo che va dal mese di luglio, al mese di settembre.
Vive tra i 1500 e i 3000 m. di altitudine, ed è capace di resistere sia alla neve che al sole cocente.
Qui, complice probabilmente il terreno adatto, è cresciuta, offrendoci delle composizioni naturali di grande bellezza
e di grande prestigio.
Ho voluto condividere con voi questi scatti, in ricordo della piccola, ma magica meraviglia:
la “stella delle nostre montagne”.
Relazione e fotografie di: Michele Giordano
Note: l’escursione di oggi, oltrepassato il Rifugio Mont Fallére, ci accompagna all’interno di un ampio vallone
poco frequentato, che conduce al Col Fenêtre, dal quale si ammira un panorama molto molto aperto sulla Valle Centrale
da un lato e sul Vallone del Gran San Bernardo dall’altro.
Si può ancora salire raggiungendo il Mont Vertosan, dove la prospettiva si amplifica ulteriormente, lasciando spazio
alla fantasia, nel tentare di contare le punte e le creste che si individuano all’orizzonte.
Proseguendo ancora, si raggiunge il Colle di Vertosan Nord, dove il silenzio e la (piacevole) solitudine è totale.
