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Lago di Piano 279 m. – Riserva Naturale – trekking ad anello
(Italia – Val Menaggio)
trekking semplice, gradevole e appagante, fattibile in qualsiasi stagione dell’anno
In poco più di 2 ore si completa il giro ad anello all’interno della Riserva Naturale, in un ambiente sempre vario e molto piacevole

Lago di Piano - Riserva Naturale


Località di partenza:
Località Piano Porlezza (290 m.)

Punto di arrivo: Lago di Piano 279 m.
Quota di partenza: 290 m.
Quota di arrivo: 276 m.
Dislivello: circa 30 m.
Posizione: il Lago di Piano si trova in Val Menaggio
Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Ore: poco più di 2h per completare il giro ad anello
Periodo: tutto l’anno
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: seguire i cartellini bianchi e rossi
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

Bosco, prati, riva del lago, tratti di poderali, campagna, stradine, sentieri e mulattiere.
Queste in sintesi sono le tipologie di percorso che si alternano lungo il perimetro che permette il giro ad anello
del Lago di Piano.

Un trekking semplice e appagante, ottimamente segnalato, che consente di apprezzare un ambiente gradevole
ma al contempo fragile.

Infatti il Lago di Piano è un’area protetta, ed è considerata Zona Speciale di Conservazione.
La sua peculiarità è data dalla presenza di molti habitat differenti e ravvicinati.
Servono circa 2h di cammino per completare il tracciato lungo la circonferenza di questo lago, che adesso
vi andiamo a descrivere dettagliando alcuni aspetti dei quali ignoravamo completamente l’esistenza.

segnavia trekking lago di piano

La bandierina che vi ho riportato qui sopra, è il segnavia che dovrete seguire oggi e che vi guiderà lungo il percorso
che si dirama attorno al lago.

Ci sono più punti di partenza per fare il giro ad anello del Lago di Piano.
Noi consigliamo di prendere la SS340 che da Menaggio conduce a Porlezza e quando arrivate in località Piano Porlezza,
potrete parcheggiare in un ampio slargo sterrato, tra il ristorante pizzeria Laghetto e la Casa della Riserva.

Noi abbiamo fatto il giro in senso orario.
Quindi mantenendo il lago alla nostra destra, ci siamo incamminati su un’ampia poderale che dopo pochi metri
ci ha portato su una passerella in legno.

Il Lago di Piano che si trova a un’altitudine di 279 m. prevede un dislivello praticamente nullo ed è un trekking
di facile accesso, gradevole e rilassante.

Pensate che questo lago è (era) in realtà un’estensione del Lago di Lugano (vedi mappa “Zona A”).
Infatti anticamente la sponda orientale del Lago di Lugano, entrava all’interno della Val Menaggio, fino a dove oggi
si trova il Lago di Piano, che in realtà non esisteva, perché era lo stesso Lago di Lugano che arrivava fino qui.

Al momento della fusione dei ghiacciai, alla fine del periodo glaciale, una grande quantità di detriti furono portati verso valle
e rotolando dai fianchi delle montagne si depositarono verso il Ceresio.

Successivamente, forti piogge e apporti fluviali dai torrenti circostanti, portarono in quest’area una notevole quantità
di ghiaia, argilla, detriti e sabbia, che assieme al materiale vegetale trascinato dalle correnti, andarono
a impaludare tutta la zona.

Tutti questi detriti, insieme ad altro materiale, restarono all’interno della parte più orientale del Lago di Lugano,
andando così a “chiuderla”, fino a staccare la porzione che oggi prende il nome del Lago di Piano.

Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale

Pontili in legno e tavoli con panche, permettono di rilassarsi e apprezzare quest’area protetta
che fa parte di una Riserva Naturale.

Il tracciato si snoda su un breve tratto asfaltato e, dopo poco, bisogna deviare sulla destra prendendo una stradina
in cemento dal colore rosato, che si addentra in un parco (bellissimo).
Seguite sempre i cartellini bianchi e rossi che vi indicheranno fedelmente lo slalom e la traccia corretta che si snoda
tra le piante.

Si attraversa così il Torrente Civagno, al nostro passaggio in secca, per poi addentrarsi in un fitto bosco.
Una lunga poderale con una serie di ampie curve vi accompagnerà nuovamente sulle rive del Lago di Piano,
passando accanto a vecchi ruderi di quelle che un tempo erano le abitazioni dei contadini locali, antichi mulini,
ghiacciaie e muri a secco.

I primi colori primaverili “illuminano” il marrone che a fine della stagione invernale è ancora la tinta predominante.
La Riserva Naturale del Lago di Piano è un corridoio ecologico che passa dalle alghe sommerse alla vegetazione
acquatica galleggiante, dai prati umidi agli arbusti, fino a giungere al grande bosco che risale il Monte Galbiga.

Anche la fauna è particolarmente ricca e diversificata, infatti qui è possibile trovare anfibi, rettili, pesci, mammiferi,
uccelli e invertebrati, tutti concentrati in quest’area circoscritta e particolarmente preziosa.

Il Lago di Piano è un ecomosaico di habitat differenti tra loro e ravvicinati, racchiusi in 203 ettari: un concentrato
di vita vegetale e animale selvatica, con una particolare ricchezza naturalistica.

Alcuni habitat di questa zona sono tutelati da leggi specifiche, per poter garantire la conservazione e la salvaguardia
delle specie vegetali e animali

Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
primavera al Lago di Piano - Val Menaggio
primavera al Lago di Piano - Val Menaggio
Lago di Piano - Riserva Naturale - Val Menaggio
Lago di Piano - Riserva Naturale - Val Menaggio
Lago di Piano - Riserva Naturale - Val Menaggio
Lago di Piano - Riserva Naturale - Val Menaggio
Lago di Piano - Riserva Naturale - Val Menaggio

Dopo aver percorso una parte del trekking all’interno del bosco, si ritorna sulle rive del lago.
Il nostro consiglio è quello di procedere con un andamento lento, cercando di osservare i tanti animali (sopratutto volatili)
che popolano la zona.

Noi siamo riusciti a individuare e fotografare il Martin Pescatore una delle specie più appariscenti e colorate
che vivono al Lago di Piano, nonostante ciò, grazie alle sue ridotte dimensioni e alla velocità nel volo radente l’acqua,
passa spesso inosservato.
Un uccello dai colori tropicali, un pescatore infallibile che si ciba prevalentemente di pesci (ma gradisce anche girini,
molluschi, larve di insetti e gamberi) che cattura tuffandosi da posatoi abituali (rami a sbalzo sulla superficie lacustre),
oppure compiendo evoluzioni che con un battito d’ali ripetuto gli consente di rimanere fermo a mezz’aria.

Il tuffo è fulmineo, ma all’entrata nell’acqua, nonostante la sua forma spiccatamente idrodinamica, riduce la velocità
di circa 200 volte.

Possiede negli occhi una membrana che gli permette di vedere anche sott’acqua e di arpionare il pesce con il suo lungo becco.
Successivamente ritorna sul ramo dal quale si è lanciato per ingoiare la preda.
Il nido del Martin Pescatore è un tunnel leggermente inclinato, generalmente posto lungo gli argini naturali dei torrenti
o su piccole falesie terrose.

Il tunnel, che può superare il metro di lunghezza, conclude con una camera – nido dove vengono depositate (5 – 7) uova
e dopo tre settimane nascono i piccoli che spiccheranno il volo circa un mese dopo.

Questa specie è particolarmente protetta dalla legge italiana.

Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
il Martin Pescatore al Lago di Piano - Riserva Naturale
il Martin Pescatore al Lago di Piano - Riserva Naturale
merlo al Lago di Piano
corvo al Lago di Piano
corvo al Lago di Piano

Una parte del giro ad anello prevede il passaggio accanto a cascinali e ampie distese erbose adibite al pascolo
delle mucche e del bestiame, per poi rientrare nel bosco a fare ritorno al punto di partenza.

In totale il giro ad anello del Lago di Piano lo si riesce a compiere in poco più di 2h di cammino per circa 7 km complessivi.
Un trekking piacevole, semplice, adatto in qualsiasi stagione dell’anno e particolarmente ricco dal punto di vista naturalistico.
Come da nostra abitudine, abbiamo posato nei pressi della sponda del lago, uno dei sassi disegnati da Andreina.
Mentre percorriamo i sentieri, raccogliamo dei sassi dalle forme particolari, che una volta arrivati a casa vengono lavati,
spazzolati, dipinti e disegnati.

Nelle successive uscite di trekking, questi sassi sono da noi, nuovamente posati lungo i percorsi, per regalare un sorriso
a chi avrà il piacere di raccoglierli e custodirli come nostro “porta fortuna”.

Un gesto semplice e carino che abbiamo voluto sviluppare grazie alla capacità grafica e generosa di Andreina,
che ringraziamo per il prezioso contributo.

Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj

trekking Lago di Piano - Riserva Naturale
trekking Lago di Piano - Riserva Naturale
Lago di Piano - Riserva Naturale
sassi di andreina al Lago di Piano


Note: pensate che circa 20.000 anni fa, esisteva un gigantesco ghiacciaio che si estendeva per oltre 200 km dallo Stelvio,
fino alle porte di Monza….

All’interno del Lago di Piano sono presenti due animali particolarmente interessanti dal punto di vista conservazionistico,
ed entrambi protetti da una normativa emanata dall’Unione Europea:
il Gambero di acqua dolce e la Testuggine palustre europea.

Ma oggi questi due animali si trovano a dover competere con specie esotiche immesse dall’uomo, che causano
conflitti alimentari e spaziali, oltre a veicolare malattie sconosciute.

Infatti il Gambero americano e numerose specie di testuggini esotiche introdotte illecitamente dall’uomo nel Lago di Piano,
stanno mettendo a rischio la sopravvivenza sia del Gambero di acqua dolce che della Testuggine palustre europea.

L’ente gestore, conduce delle campagne di contrasto, andando a prelevare questi animali “intrusi”, per poter ridurre
gli impatti negativi che causano, nel tentativo di salvaguardare le due rare perle del lago.

Trekking semplice, gradevole e appagante, fattibile in qualsiasi stagione dell’anno.
In poco più di 2 ore si completa il giro ad anello all’interno della Riserva Naturale, in un ambiente
sempre vario e molto piacevole.