Punta Fetita 2.557 m. – Col Fetita (Italia – Valdigne) il sentiero di salita al Col Fetita è uno dei più panoramici e spettacolari dell’intera Valdigne, con una vista che spazia a 360° dal Monte Bianco alla Grivola, dal Colle Liconi al Vallone di Vertosan. Ambiente prestigioso e incredibilmente appagante
Località di partenza:Challancin 1.610 m. 1° Punto intermedio:Villaggio di Arpilles 1.870 m. 2° Punto intermedio:Col de Bard 2.176 m. Località di arrivo:Col Fetita 2.557 m. Quota di partenza:1.610 m. Quota di arrivo:2.557 m. Dislivello:circa 947 m. Posizione:il punto di partenza è accanto alla chiesetta di Challancin Difficoltà: E [scala delle difficoltà] Ore: circa 3h 1/2 in andata e 3h 10 min. al ritorno Periodo:da metà maggio a fine ottobre Attrezzatura richiesta:classica da trekking; in primavera i ramponcini da ghiaccio sono consigliati per superare i tratti ghiacciati presenti lungo il sentiero nel bosco Segnavia:n° 2 Rifiuti:ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli
Se volete essere letteralmente abbracciati, avvolti e circondati sui 360° dalle montagne e vivere a pieno uno dei panorami più belli ed esclusivi della Valdigne, siete nel posto giusto. Conosciuto maggiormente da chi pratica lo sci d’alpinismo, il Col Fetita è una meta di trekking che io considero tra le più belle in assoluto. A cominciare dall’ambiente prestigioso e appagante in qualunque stagione. In particolare nel periodo primaverile con la fioritura e nel periodo autunnale con i larici che con i loro colori, “infuocano” letteralmente vastissime zone che si affacciano sulla catena del Monte Bianco, andando a creare un contrasto di colori magnifico. Questa volta, a differenza di come siamo abituati, incomincio il racconto dall’arrivo e non dal punto di partenza. Benvenuti sulle pagine del nostro sito.
Il Col Fetita 2.557 m. è un’escursione di trekking particolarmente appagante. Il panorama è incredibile e spazia dalla Grande Rochère al Colle dei Liconi, fino all’intera catena del Monte Bianco, per poi estendersi verso il vallone di La Thuile, verso il Colle San Carlo, Valgrisenche, Valsavarenche, fino alla Grivola, passando per la zona di Vertosan. Arrivati alla croce di vetta, sarà sufficiente che ruotate su voi stessi guardando l’orizzonte. Un orizzonte magico, talmente bello e vario da restare senza parole e dove a fatica con una mappa tra le mani, riuscirete a riconoscere le decine e decine di vette, creste e passi che si accavallano uno dopo l’altro. Guardando verso il fondo valle, si individuano Morgex e Pre Sain Didier. Dall’ampia cresta che delimita la zona di confine tra la Valdigne e la Valle di Vertosan, si ammirano panorami sconfinati su questa balconata naturale che lascia senza parole.
Oggi in una calda e tersa giornata di fine maggio, ho avuto la fortuna di apprezzare un ambiente in parte ancora sonnecchiante dal lungo inverno e in parte già in fase di risveglio. Fiori, neve e ampie zone erbose, si sono sempre alternate regalando un trekking vario, piacevole e magico sotto tutti gli aspetti. Gli accumuli nevosi creati dal soffio del vento invernale, si sono affiancati a montagne erbose ricoperte di fiori. Un colpo d’occhio incredibile. Percorrendo la dorsale che collega il Col De Bard al Col Fetita, ovunque si guarda è uno spettacolo. In questa relazione, particolarmente ricca di fotografie, sono andato a selezionare diversi scatti che tuttavia per quanto belli, non riescono ad esprimere a pieno l’armonia e il fascino del luogo. E’ solo vivendo e percorrendo questi sentieri che si percepisce il valore e il prestigio di questa zona, con la sua ricchezza inestimabile.
Seduto accanto alla croce di vetta, con il teleobiettivo sono andato ad “avvicinare” la catena del Monte Bianco. Vi riporto qui sotto alcune immagini dei ghiacciai, quest’anno fortunatamente ricoperti da un fitto manto nevoso. Cumuli e ponti di neve che si alternano con rocce di granito a strapiombo. Una bellezza senza fine, uno spettacolo che non stanca mai lo sguardo, sempre alla ricerca e alla rincorsa “di quello che c’è dopo”. Enormi blocchi di ghiaccio che “quasi appesi nel vuoto” sfidano le regole più elementari dell’equilibrio. Ma questa è la pura magia della natura e della montagna.
La salita al Col Fetita non delude mai e un altro suo plus è quella di essere particolarmente soleggiata. Ma come si arriva fino qui? Il punto di partenza è il minuscolo borgo di Challancin 1.610 m. di altitudine. Questo paesino formato da una decina di case e all’incirca una ventina di abitanti (forse meno), si trova sulle alture della collina di La Salle. Per arrivare qui, bisogna prendere (sia che per chi proviene da Aosta, sia per chi proviene da Courmayeur), la SS26, raggiungendo l’abitato di La Salle. Da La Salle, si prosegue seguendo le indicazioni per Beauregard, successivamente per Remondey e poi per Cheverel. Arrivati a Cheverel, bisogna svoltare a destra in direzione di Challancin che si raggiunge dopo 1 km 1/2 E’ possibile parcheggiare l’auto nei pressi della chiesetta, dove si trovano 5 o 6 posti auto o in alternativa proseguire su strada asfaltata per circa 500 m. e se c’è spazio, lasciarla a bordo strada, poco prima dell’inizio della poderale.
La poderale piacevole e in leggera pendenza, permette di prendere quota senza fatica, e in circa mezz’ora raggiungiamo l’alpeggio / piccolo villaggio di Arpilles (1.870 m.) Tuttavia, per chi vuole “tagliare” un pezzo della poderale, c’è la possibilità (come ho fatto io), di risalire un sentiero all’interno del bosco (segnalato sulla destra da un cartello in legno). In questo caso la pendenza è più marcata, ma si guadagnano una decina di minuti rispetto all’ampia mulattiera. Il minuscolo villaggio di Arpilles è formato da 4 o 5 casette in pietra elegantemente mantenute e circondate dal bosco di pini e larici. Un piccolo paradiso. C’è una fontana dov’è possibile riempire la borraccia e due panche in legno rivolte verso la Valdigne, consentono di ammirare il panorama.
Pochi metri dopo il villaggio si giunge a un bivio. Andando a sinistra si sale verso Les Ors (un’altro gran bel giro di trekking, consultabile a questo link), mentre proseguendo dritti in direzione del Col de Bard (segnavia n° 2), ci si inoltra nel pieno del bosco. Il Col de Bard dal villaggio di Arpilles è raggiungibile in circa 50 minuti. Il sentiero sempre ottimamente tracciato è facilmente percorribile e si snoda interamente all’interno del bosco di larici. Uno sguardo all’indietro, permette di vedere il Monte Bianco che “sbuca” tra i pini. Silenzio assoluto, scoiattoli e diversi altri animali selvatici che popolano questi luoghi, fanno parte della coreografia di questo grandioso ambiente. Si arriva così al Col De Bard 2.176 m. in circa 2 ore di salita da Challancin.
Arrivati al Col de Bard, bisogna deviare a sinistra seguendo le indicazioni per il Col Fetita, raggiungibile in circa 1h 45 minuti. E’ da qui in avanti che incomincia la parte più panoramica del trekking di oggi. Infatti dal Col de Bard i pini incominciano a farsi più radi fino a scomparire completamente nell’arco di una decina di minuti di salita. Da adesso, si apre il sipario sul panorama che vi ho sopra descritto. La traccia verso il Col Fetita, (sempre visibile all’orizzonte), è ben indicata. Nel mio caso, avendo trovato ampie zone ancora ricoperte di neve, il sentiero era in più punti, ovviamente mascherato, ma questo non ha mai lasciato spazio a dubbi o interpretazioni. Fate solo attenzione lungo il sentiero a individuare un sasso con sopra delle indicazioni, che impongono una deviazione sulla sinistra per raggiungere il Col Fetita.
Dal Col de Bard al Col Fetita, solo l’ultima parte del tracciato (circa 20 – 25 minuti), ha una pendenza maggiormente marcata, mentre tutto il resto del sentiero, si snoda su un falso piano piacevole da percorrere e particolarmente panoramico. Il raggiungimento della croce di vetta, segna il traguardo previsto per oggi. E’ tuttavia possibile proseguire ancora qualche minuto, per potersi “accomodare” in una zona maggiormente appartata e godere a pieno uno degli spettacoli più belli della Valdigne.
La particolarità di questa escursione è che si è svolta nel pieno dei colori primaverili, con degli scenari e dei paesaggi che mi hanno lasciato senza parole, riuscendo a catturare il momento giusto per portare a casa qualche foto e molti ricordi di pura magia.
Relazione e fotografie di: Michele Giordano
Note: escursione di trekking che si svolge in un ambiente incredibilmente panoramico. Le prime due ore di salita, quelle che da Challancin conducono al Col de Bard si percorrono tutte all’interno di una fitta pineta. Dal Col de Bard al Col Fetita, (circa 1h 1/2) și apre uno spettacolo meraviglioso, da lasciare senza parole. 1.000 m. di dislivello e circa 3h 1/2 la tempistica di percorrenza all’andata, per vivere una favola. Zona particolarmente assolata e priva di punti di ristoro. Generalmente non molto frequentata, in particolare nella stagione primaverile e autunnale (quelle che consiglio maggiormente).