Sentiero delle Scalette – Alpe Fiume (1.175 m.) – Bacino (1.197 m)
(Italia – Valle Antigorio)
un ingegnoso percorso a zig zag intagliato nella roccia, (e a picco nel vuoto), permette di superare un salto di quasi 350 m.
di dislivello. Corrimani, staccionate in metallo e cavi in acciaio garantiscono sicurezza e agevolano non di poco la risalita
della parete, rendendola adatta alla maggior parte degli amanti del trekking
Località di partenza: Cadarese 749 m. (Valle Antigorio)
Punto intermedio: Alpe Fiume 1.175 m.
Punto di arrivo: Bacino 1.197 m.
Quota di partenza: 749 m.
Quota massima raggiunta: 1.197 m.
Dislivello: circa 461 m.
Posizione: il punto di partenza è dal centro del piccolo borgo di Cadarese, poco distante dalle terme di Premia
Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Ore: circa 1h 40 minuti in andata e circa 1h 25 min. al ritorno
Periodo: da inizio aprile a fine ottobre; da evitare in caso di pioggia, e in particolare con neve e ghiaccio
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: ==
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli
“Quando da sotto abbiamo guardato sopra”, ci è sembrato impossibile che qui potesse esistere un percorso di trekking:
è una parete verticale….
Forse abbiamo sbagliato qualcosa?
E invece no, non è così, non c’è nulla di errato.
Un sentiero intagliato nella roccia, permette di risalire “l’inverosimile”, e dove i compagni indispensabili e più fidati
della giornata di oggi, sono stati il cavo di acciaio e il corrimano.
Benvenuti sulle pagine del nostro sito.
Inizia adesso il racconto di una nuova avventura e della nostra salita in parte “quasi verticale”.
In una calda giornata di metà giugno, abbiamo raggiunto il piccolo paese di Cadarese, una frazione di Premia
nel Verbano Cusio Ossola a pochi metri di distanza dalle Terme di Premia.
Cadarese si trova lungo la SS659 che porta direttamente in Val Formazza.
La maggior parte dei turisti e degli escursionisti prosegue per quest’ultima destinazione, dove anche noi
siamo stati molte volte e abbiamo documentato diversi tracciati di trekking.
Posti montani bellissimi, magici, stupendi.
Tuttavia la Valle Antigorio conosciuta di più come un “luogo di passaggio”, piuttosto che come un “luogo di arrivo”,
offre e vanta tanti percorsi, meno frequentati e meno battuti, ma panoramici, interessanti e ricchi di storia.
Cadarese è il punto di partenza del sentiero che andremo a percorrere oggi.
Parliamo di un piccolo borgo a 749 m. di altitudine, dove nel suo passato le attività principali erano quasi esclusivamente
legate alla faticosa coltivazione dei campi e all’allevamento del bestiame.
Una quarantina di abitanti, tutto molto curato.
Dalla piazza centrale del paese (al nostro passaggio), non abbiamo trovato nessuna indicazione e nessun cartello
per il sentiero.
Bisogna dirigersi a piedi in direzione delle Terme di Premia.
Si oltrepassa il parcheggio delle terme e si prende una piccola poderale tra gli alberi per circa 100 m., prima di trovare
(l’unico) cartello che conferma la correttezza del percorso.
Si svolta a destra dirigendosi verso la montagna e si prosegue su un’ampia poderale che a breve si trasformerà
in un sentiero.
Alcune scritte sopra dei massi, con vernice rossa e gialla, indicano Fiume e Bacino, le due destinazioni di oggi.
Si risale un sentiero che inizia a inerpicarsi tra gli alberi e in breve tempo ci porta fuori dal bosco.
La traccia sale ripida e decisa e in poco tempo prende quota.
Basta voltarsi all’indietro dopo solo 15 minuti di cammino, per notare che Cadarese e le Terme di Premia, sono ormai laggiù,
piccole e in basso nella piana.
Bello e panoramico il “colpo d’occhio” della vallata che prosegue verso la Val Formazza.
Spiace per la presenza delle cave dove si estrae e dove è stato estratto per diversi anni il materiale roccioso.
Sicuramente importanti per l’economia della zona, hanno comunque lasciato delle cicatrici ben visibili anche da lontano….
La montagna non dev’essere considerata solo come un giacimento da sfruttare e abbandonare…
Una prima serie di scalette in metallo, permettono di risalire alcuni speroni rocciosi che sfociano su un terrazzino.
Qui troviamo un piccone riposto in un anfratto tra alcuni massi.
Credo abbia un significato preciso, ossia un “ringraziamento” e un ricordo a coloro che nel passato hanno intagliato
nella roccia questo percorso.
Ma non ho trovato nessuna informazione o targhetta a conferma di questo mio pensiero.
Certamente mentre si sale, fa impressione notare che si passa a filo roccia accanto a una parete praticamente verticale.
Nessun sentiero “collega solo due punti” di due differenti località.
Tutti i tracciati hanno una loro storia.
Ma certamente il Sentiero delle Scalette della Valle Antigorio “unisce” e “mescola” insieme la verticalità della montagna,
alla capacità e all’ingegno umano di poterla risalire nel modo più agevole possibile.
Basta fermarsi per guardarsi attorno e ci si rende conto fin da subito di quanto siamo saliti in poco tempo.
Ci troviamo in un ambiente silenzioso, dove l’unico rumore che si avverte è lo scroscio dell’acqua della cascata
che precipita sulle rocce a valle, disegnando spesso un perfetto arcobaleno.
Dopo circa 40 minuti, il sentiero spiana e ci riporta all’interno di un fitto bosco.
Il tracciato si snoda tra ruscelli, zone pietrose e sentieri.
Alcuni ometti e qualche bollino rosso, confermano la correttezza del percorso che in circa 15 minuti ci fa arrivare
all’Alpe Fiume 1.175 m.
Qui troviamo una grande casa, con una fontana, prati ricoperti da fiori e una cappella votiva.
Una zona tranquilla, riservata e nascosta tra la fitta vegetazione di questa vallata.
Dall’Alpe Fiume proseguiamo mantenendo la sinistra (ossia andiamo nella direzione opposta rispetto a Salecchio),
prendendo un sentiero ancora ricoperto dal fogliame caduto nella stagione autunnale.
Si supera una cascatella e in circa 15 minuti si arriva in Località Bacino 1.197 m., che prende il nome da un vecchio
bacino idrico del quale a oggi non abbiamo trovato traccia.
Qui a Bacino c’è una casa solitaria che molti anni fa serviva come ricovero per i guardiani della centrale idroelettrica.
Curioso notare che il sentiero di trekking passa dentro la proprietà della casa, attraversando per intero la sua terrazza…
Ci sediamo su una panca in legno, accanto alla porta di ingresso ad ammirare il panorama che da questa balconata
si apre a 180° sull’intera vallata.
Chissà com’è stata la vita da queste parti molti anni fa.
La Valle Antigorio è particolare.
Decisamente meno frequentata rispetto alla Val Formazza, ha delle quote di partenza per i percorsi di trekking
più modeste rispetto ad altre vallate.
Sono molti i percorsi escursionisti in zona, alcuni di essi su sentieri scarsamente battuti per via dell’esiguo
passaggio da parte degli utenti.
Questa è una delle caratteristiche della Valle Antigorio che si sviluppa in un ambiente selvatico, con tracciati alle volte
poco segnalati che bisogna scoprirli leggendo le carte.
Si conclude così un cammino spesso solitario, tra acqua, roccia e storie di questi luoghi un pò dimenticati,
ma anche per questo motivo affascianti e da scoprire passo dopo passo.
Il percorso di discesa è lo stesso affrontato in salita.
Da Bacino si rientra all’Alpe Fiume e successivamente si scende fino a Cadarese.
Tracciato discretamente segnalato: da Cadarese mancano le indicazioni per raggiungere il sentiero.
Lungo il percorso, ci si affida alle scritte di vernice sopra le rocce, con frecce e nomi dei luoghi di destinazione.
Sconsigliato in caso di pioggia, è da evitare con la presenza di neve o ghiaccio.
C’è un pò di esposizione, ma funi di acciaio, corrimani e scalette garantiscono una buona protezione.
Si chiude così un giro panoramico, piacevole, in un ambiente forse un pò meno conosciuto, ma non per questo
meno interessante rispetto ad altre località.
Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj
Note: tracciato di trekking che nella parte iniziale, risale letteralmente la parete verticale della montagna.
Un ingegnoso percorso a zig zag intagliato nella roccia, permette di superare un salto di quasi 350 m. di dislivello,
regalando (soprattutto in discesa), un panorama magnifico sull’intero fondovalle.
Curioso il cartello che a metà del percorso di salita nella zona rocciosa, segnala un sentiero adatto solo ai cani…
In tanti anni di montagna è la prima volta che trovo un’indicazione simile…
