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Lago di San Grato 2.462 m. (Italia – Valgrisenche)
escursione di trekking che si svolge in un ambiente poco frequentato, molto panoramico e piacevolissimo da percorrere.
Il Lago di San Grato con il suo colore e la sua particolare ubicazione all’interno di una profonda conca
posta ai piedi di imponenti pareti rocciose, è un gioiello

vallone del rio del lago - valgrisenche


Località di partenza:
 la poderale sulla destra che si trova poco prima di scendere i tornanti della SR25
che portano a Surier (Valgrisenche)

Quota di partenza: 1.920 m.
Quota di arrivo: 2.462 m.
Dislivello: 542 m.
Posizione: Alta Valgrisenche, al fondo del Vallone Rio del Lago
Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Ore: 2h 10 minuti in andata e circa 1h 45 minuti al ritorno
Periodo: da metà giugno a metà / fine ottobre, (previa attenta verifica delle condizioni di innevamento
e stabilità dell’eventuale manto nevoso)

Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: n° 14
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli

Racchiuso e incastonato all’interno di una profonda conca, posta ai piedi del ripido versante sotto la Testa del Rutor,
il Lago di San Grato con il suo colore verde / grigio è un gioiello montano.

Oggi complice l’avanzata stagione autunnale, saranno proprio i colori a rendere questa incantevole escursione di trekking,
un’opera d’arte, un quadretto indimenticabile della grandiosa (e solitaria) Valgrisenche.

Un tracciato semplice, con un dislivello limitato, che vi accompagnerà all’interno di un vallone e di un luogo
difficile da dimenticare.

Anzi, al contrario, resterà a lungo tra i ricordi posti all’interno del vostro cuore.
Incomincia adesso il racconto del percorso di salita al Lago di San Grato.
Benvenuti sulle pagine del nostro sito internet.

colori autunnali in valgrisenche

La Valgrisenche è una tra le mie vallate preferite.
Poco frequentata, meno turistica rispetto ad altre mete decisamente più ambite, qui è possibile camminare
per ore senza incontrare nessuno, in particolare nelle “basse stagioni”, dove si riesce ad apprezzare a pieno
l’ambiente montano.

Ed è proprio questo aspetto così solitario che mi ha intrigato da sempre.
Luoghi dove l’unico rumore che si avverte, è lo scricchiolio della suola degli scarponi sul terreno del sentiero.
Suono interrotto solo dal sibilo dei ruscelli, che con la loro acqua limpida, vanno a “innaffiare” e attraversare
l’intera vallata.

Un sogno, un paradiso.
Il punto di partenza dell’escursione di oggi, si trova poco prima di Surier e di Usellieres, poco prima di prendere la strada
a tornanti e in discesa che porterebbe a queste ultime due frazioni della vallata, raggiungibili in auto
e poste una accanto all’altra.

Provenendo da Courmayeur o da Aosta tramite la SS26, quando si arriva in prossimità di Arvier, si trovano le indicazioni
per la Valgrisenche, ed è qui che si andrà a prendere la SR25.

La SR 25 è la strada che attraversa l’intera Valgrisenche e che conduce a Usellieres (l’ultimo micro paese)
che segna il capolinea.

Lunga circa 15 km, ben asfaltata, ma stretta e tortuosa, è accessibile al traffico veicolare solo per pochi mesi all’anno,
generalmente da maggio / giugno a ottobre.

Si oltrepassa il grazioso abitato di Bonne e si prosegue sulla SR25 fino a qualche metro prima di scendere lungo
i tornanti che condurrebbero a Surier.

Qui si trova sulla destra l’imbocco della strada poderale con le indicazioni per il Lago di San Grato,
ed è qui che si parcheggia.

Ci si incammina a piedi seguendo l’ampia strada poderale che in circa 10 minuti conduce al Grand Alpage,
dove troviamo delle maghe.

Alcune casette del minuscolo borgo sono in discrete condizioni, altre invece fortemente danneggiate dal tempo che passa
e dall’abbandono.

Una porta d’ingresso, cerca di reggere la trave del tetto, quasi come un tentativo estremo per evitare il crollo definitivo
di quello che resta.

Si prosegue dritto ignorando il bivio a sinistra con l’indicazione per Usellieres.
Poco distante dalle malghe troviamo un ceppo in pietra con una croce, dedicata ai 33 operai della Cogne Acciai
che il 26 gennaio del 1945 persero la vita, travolti da una valanga mentre trasportavano viveri e legnami
per i soldati impegnati nel conflitto mondiale.

strada poderale alpe revera - valgrisenche
strada poderale alpe revera - valgrisenche
Grand Alpage - Valgrisenche
Grand Alpage - Valgrisenche
monumento agli operai della Cogne Acciai caduti in Valgrisenche

L’ampia poderale prosegue e si snoda disegnando larghe curve, accompagnandoci fino all’Alpe Revera 2.100 m.
dove troviamo una grossa malga tutt’ora attiva per la produzione del latte e dei formaggi.

L’Alpe Revera la si raggiunge in circa 40 minuti dal punto dove siamo partiti.
Qui termina la poderale e incomincia il sentiero sempre ottimamente tracciato.
Superata la malga, si passa sopra un ponticello di legno e in pochi minuti si giunge a un bivio segnalato in modo
poco visibile, con un cartello posato sopra un masso.

Infatti non bisogna proseguire dritti (altrimenti si andrebbe al Col du Mont), ma bensì deviare a destra seguendo
il segnavia n° 14 che indica 1h 1/2 di cammino per arrivare al Lago San Grato.

Poco dopo aver superato questo bivio, ci si inoltra in una grande conca solitaria, e si cammina attraversando immensi prati,
che in estate vengono utilizzati per il pascolo del bestiame.

Oggi, al nostro passaggio, l’erba era già tutta marrone per l’avanzata stagione autunnale.
Si entra così nel Vallone del Rio del Lago dominato dalla imponente Grande Rousse.
Un ponticello in pietra, agevola l’attraversamento di un corso d’acqua, che proviene da una cascata che a sua volta
scende direttamente dal lago.

sentiero 14 - lago di san grato
sentiero 14 - lago di san grato - valgrisenche
Alpe Revera - Valgrisenche
sentiero 14 - lago di san grato - valgrisenche
sentiero 14 - lago di san grato - valgrisenche
cascata lago di san grato - valgrisenche
sentiero 14 - lago di san grato - valgrisenche
ometto lago di san grato - valgrisenche

Si prosegue su un falsopiano arrivando nell’ultimo tratto, dove il sentiero risale in modo più deciso e dove il prato
lascia lo spazio ai massi.

Ci si inerpica sul versante sinistro della vallata per circa mezz’ora, su un tracciato agevolato da un serie di tornanti.
Uno sguardo indietro è d’obbligo verso l’immenso vallone che abbiamo risalito: spazi sconfinati con all’orizzonte
tutte le vette e le creste che abbracciano una parte della Valgrisenche.

Guardando invece in avanti si scorge una casetta in pietra che è la chiesetta di San Grato, ubicata a poche decine di metri
dalla riva del lago e costruita tra l’anno 1988 e l’anno 1989.

sentiero 14 - lago di san grato - valgrisenche
sentiero 14 - lago di san grato - valgrisenche
chiesetta lago di san grato - valgrisenche

Una breve curva verso sinistra, ed ecco che davanti ai nostri occhi si materializza il Lago di San Grato.
Raccolto all’interno di una profonda conca, appena sotto il ripido versante della Testa del Rutor.
Il lago è alimentato dal sovrastante Ghiacciaio del Rutor.
Per un effetto di prospettiva, guardando verso la linea di cresta che confina con l’azzurro del cielo,
quello che sembra un semplice nevaio, è in realtà il ghiacciaio più esteso della Valle d’Aosta.

Infatti sul versante opposto, si trova l’immenso Ghiacciaio del Rutor che scende verso il Rifugio Deffeyes,
dal lato di La Thuile.

Il Lago di San Grato ha una colorazione pastello molto particolare: una sorta di grigio / verde derivante
dal limo glaciale che rende straordinariamente “opaco” il colore dominante.

Il suo perimetro è percorribile solo in parte, in quanto su un ampio lato è “chiuso” dalle imponenti pareti rocciose,
solcate da ruscelli e cascate che scendono dalla fusione del ghiacciaio (dal nostro lato, appena visibile),
direttamente nelle gelide acque.

Non sappiamo dirvi quanto sia la sua profondità e, anche cercando in rete, non ci sono informazioni dettagliate in merito,
neppure sulla sua composizione chimica.

Molto spesso i laghi di montagna restano misteriosi sia sulle forme di vita che ospitano, sia nelle loro caratteristiche.
Si congelano e si scongelano a secondo della stagione, spesso ricoperti nel periodo invernale da spesse colate di neve,
derivanti da slavine e valanghe.

L’acqua torbida, rende invisibile il fondale, mascherando così anche le più elementari informazioni e avvolgendo
tutto dal mistero.

Questo aspetto mi ha sempre affascinato, perché pur vivendo in un’epoca dove con “qualche clic” si riescono
a reperire dettagliate notizie, la montagna ha conservato inalterata la sua riservatezza che ancora oggi
ignoriamo in gran parte.

Vi riporto qui sotto qualche scatto.

lago di san grato - valgrisenche
lago di san grato - valgrisenche
lago di san grato - valgrisenche
lago di san grato - valgrisenche

Dopo una piacevole sosta sulle sponde del lago, gustandoci la vista della Becca du Mont, della parete rocciosa
che sale verso il Ghiacciaio del Rutor, e della Becca du Lac, abbiamo posato come da nostra abitudine,
uno dei sassi disegnati da Andreina.

Mentre percorriamo i sentieri, raccogliamo dei sassi dalle forme particolari, che una volta arrivati a casa vengono lavati,
spazzolati, dipinti e disegnati.

Nelle successive uscite di trekking, questi sassi sono da noi, nuovamente posati lungo i percorsi, per regalare un sorriso
a chi avrà il piacere di raccoglierli e custodirli come nostro “porta fortuna”.

Un gesto semplice e carino che abbiamo voluto sviluppare grazie alla capacità grafica e generosa di Andreina,
che ringraziamo per il prezioso contributo.

Il percorso di discesa è lo stesso che abbiamo affrontato in salita.
Con i caldi colori autunnali, si conclude così una giornata nella solitaria Valgrisenche, che ancora una volta
ci ha regalato panorami, emozioni, ambienti e montagne che hanno saputo fare breccia dentro di noi.

Ci rivedremo da queste parti, molto molto presto, perché abbiamo voglia di salire, scoprire, raccontare e documentare,
ogni singolo metro di questo luogo incantevole sotto tutti i punti di vista.

La nostra vita ha senso, solo se sappiamo amare quello che ci circonda….

Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj

lago di san grato - sassi di andreina
cascata lago di san grato valgrisenche
Vallone del Rio Valgrisenche
Vallone del Rio Valgrisenche
Vallone del Rio Valgrisenche


Note: escursione di trekking che si svolge in un ambiente poco frequentato, molto panoramico
e piacevolissimo da percorrere.

Dislivello limitato a circa 550 m. che si affronta su un tracciato che non presenta difficoltà e ottimamente segnalato.
Bisogna però prestare attenzione all’indicazione poco visibile che si trova dopo aver superato l’Alpe Revera:
il cartello è posato su un masso, ed è necessario deviare sulla destra per entrare e andare a risalire lo splendido
Vallone del Rio del Lago.

Il Lago di San Grato con il suo colore e la sua particolare ubicazione all’interno di una profonda conca è un gioiello.