Lake Utdalsvatnet (Norvegia – Lofoten)
incastonato all’interno di una conca fronte oceano, ma “protetto” sui tre lati restanti da imponenti pareti rocciose,
è facilmente raggiungibile, ma in zona non c’è nessuna indicazione che lo evidenzia.
Noi l’abbiamo scoperto guardando la mappa, diversamente sarebbe passato inosservato
Località di partenza: Unstad (Isola di Vestvågøya – Lofoten)
Quota di partenza: 0 m.
Quota di arrivo: 30 m.
Dislivello: 30 m.
Difficoltà: E [scala delle difficoltà]
Tipologia di terreno: poderale e sentiero
Ore: 30 minuti in andata e circa 30 minuti al ritorno di trekking, partendo dal parcheggio di Unstad,
(o dai pressi del piccolo cimitero), fino all’arrivo al Lake Utdalsvatnet
Periodo: tutto l’anno, previa verifica delle condizioni del terreno e della visibilità con le ore di luce a disposizione
Attrezzatura richiesta: classica da trekking
Segnavia: ==
Rifiuti: ecco cosa bisogna sapere prima di abbandonarli
Se guardate dall’alto una mappa delle isole Lofoten, le vedrete quasi interamente “bucherellate” di laghi.
Non conosco il numero, e penso non esista neppure un conteggio preciso, ma credo si aggirino intorno al centinaio,
tuttavia il valore che vi ho indicato, potrebbe essere notevolmente sottostimato.
Alcuni di questi laghi, si trovano in zone impervie, non sempre agevoli per essere raggiunti (alle volte non esiste neppure
un sentiero o una esile traccia).
Per altri invece, un semplice trekking consente un facile avvicinamento.
Le dimensioni e le forme sono infinite, dai più grandi, ai più piccoli, e spesso si trovano all’interno di conche che migliaia
di anni fa sono state scavate dall’erosione dei ghiacciai.
Facendo trekking alle isole Lofoten, quello che mi ha sorpreso (salvo nostre clamorose distrazioni), è il non aver mai trovato
nessuna indicazione per poter arrivare a questi specchi d’acqua.
I quali, non solo non vengono “pubblicizzati”, ma neppure in rete si riescono a trovare informazioni in merito,
salvo qualche breve e scarna citazione.
Non si conoscono quindi gli immissari, la loro profondità, le loro caratteristiche: è tutto un enigma.
Uno straordinario enigma.
Beh, non vi nascondo che questo aspetto ci ha sorpreso e anche affascinato.
Oggi siamo tutti abituati con “quattro clic”, a trovare descrizioni e dettagli.
Ma qui, pur andando a scrivere i loro nomi (per noi indecifrabili), molto raramente rintraccerete i dettagli che vi aspettate.
Alcuni di questi laghi che trovate descritti all’interno del nostro sito, pensate che siamo andati a cercarli sulle mappe.
Dopo averli individuati, ci siamo portati in zona con la macchina e successivamente li abbiamo raggiunti percorrendo
sentieri spesso “appena abbozzati”.
Molto raramente abbiamo trovato indicazioni, cartelli, segnavia o anche solo i classici ometti.
Oggi vi portiamo a conoscere il Lago Utdalsvatnet, facilmente raggiungibile partendo dal minuscolo paese di Unstad.
Ci troviamo nell’isola di Vestvågøya, a circa 21 km da Leknes.
Nei pressi del Museo Vichingo, si abbandona la E10 per seguire le indicazioni per Unstad.
Si entra così all’interno di una vallata, che dopo qualche km ci porterà a oltrepassare un primo tunnel.
Un secondo tunnel lungo 800 metri ci porterà direttamente nella baia di Unstad, con vista sul mare aperto.
Di fronte a noi, composta da poche case, e pittorescamente incastonata in una piccola valle appartata che si apre
sull’Atlantico settentrionale, ecco spuntare le casette rosse di Usntad.
Unstad (ampiamente descritto a questo link), è un minuscolo villaggio che conta non più di una ventina
di abitanti permanenti.
Eppure questo timido e straordinario luogo, formato da una manciata di case e qualche fattoria, è conosciuto
in molte parti del mondo dagli amanti del surf artico.
Venti spesso di notevole intensità e maree potenti, hanno eletto questo luogo a “capitale mondiale del surf estremo”,
praticabile in ogni stagione dell’anno.
Arrivati a Unstad, è difficile sbagliare strada.
Infatti, guardando il Mare di Norvegia, la strada denominata Unstadveien arriva a un bivio.
Si può andare sia a destra che a sinistra e qualunque direzione si prenda, tutto termina dopo circa 300 metri.
Oltre è possibile proseguire solo a piedi.
Andando a destra, si prende il percorso di trekking che porta al Lake Norddalsvatnet (decritto a questo link), mentre
andando a sinistra, si arriva direttamente alla spiaggia, dov’è possibile parcheggiare.
Inizia qui la poderale, (poco distante dal minuscolo cimitero del paese, appena visibile alla nostra sinistra),
che con un percorso in piano, ci accompagna in direzione del Lake Utdalsvatnet.
Alla vostra destra avrete il Mare di Norvegia, spesso sferzato da venti piuttosto intensi, pungenti e freddi,
che ci hanno rapidamente convinto a indossare il cappuccio della giacca, per trovare un maggior comfort termico.
Considerate che da queste parti, il vento in alcune occasioni soffia talmente forte, che i tavoli picnic con le panche in legno,
sono stati tutti incatenati al suolo per evitare di essere rovesciati e trascinati chissà dove…
Proseguendo in direzione del Monte Småtindan, il terreno della poderale, inizialmente formato da sassi dal colore scuro,
si è trasformato in un gradevole manto erboso perfettamente rasato.
Qui il merito è delle pecore, sparse un pò ovunque e costante (e alle volte unica), presenza durante i nostri trekking.
Dalla poderale, guardando verso sinistra, si individua un timido sentiero che si fa spazio nell’erba.
Si risale un terrapieno che in circa 20 minuti ci permette di arrivare al Lake Utdalsvatnet.
Questo lago, di generose dimensioni, è incastonato in una conca verde ai piedi del Monte Småtindan (390 m.),
del Monte Medskolmen (597 m.), del Monte Skolmen (508 m.) e del Monte Nonstinden (483 m.)
E’ un bacino naturale ben pieno d’acqua, e ci ha sorpreso per diversi motivi.
Il primo è quello che non abbiamo individuato nessun immissario.
Molto probabilmente è alimentato da sorgenti sotterranee che con chissà quali a noi ignoti, tortuosi e laboriosi percorsi,
arrivando in profondità, confluiscono direttamente nel fondale del Lake Utdalsvatnet.
L’altro aspetto molto particolare, lo si nota se farete il giro del lago.
Per un “gioco di prospettiva”, sembra che l’acqua del lago e il Mare di Norvegia, siano separati tra loro da un sottile
lembo di terra ricoperto da erba verde.
Il vento che soffia dall’Atlantico direttamente nella baia di Unstad, è un costante compagno di avventura,
ed ha sempre creato delle ondine, andando a “tirare l’acqua” del lago in direzione della montagna.
Il colore dello specchio d’acqua è marrone scuro, probabilmente per via della colorazione del fondale.
Non abbiamo purtroppo nessuna informazione in merito alla sua profondità e se esistono all’interno forme di vita.
Vi riporto qui sotto qualche foto di questa bellezza, relativamente poco conosciuta e per nulla descritta.
Non esiste neppure un cartello che segnala la presenza di questo lago, che noi abbiamo individuato solo consultando
la mappa.
Chissà perché non vengono in alcun modo citati e segnalati….
Mistero.
Come da nostra abitudine, abbiamo posato nei pressi della sponda del lago, uno dei sassi disegnati da Andreina.
Mentre percorriamo i sentieri, raccogliamo dei sassi dalle forme particolari, che una volta arrivati a casa vengono lavati,
spazzolati, dipinti e disegnati.
Nelle successive uscite di trekking, questi sassi sono da noi, nuovamente posati lungo i percorsi, per regalare un sorriso
a chi avrà il piacere di raccoglierli e custodirli come nostro “porta fortuna”.
Un gesto semplice e carino che abbiamo voluto sviluppare grazie alla capacità grafica e generosa di Andreina,
che ringraziamo per il prezioso contributo.
Dopo una sosta nei pressi del lago e dopo aver scattato una serie di fotografie, abbiamo fatto ritorno nel paese di Unstad.
Il cielo cupo e l’acqua scura sferzata dal vento, ci ha ricordato che qui l’estate artica è piuttosto breve,
spesso “condita” con frequenti piovaschi e nuvoloni minacciosi che corrono e si affollano nel cielo, scendendo e poi
avvolgendo le cime delle montagne.
Il Lake Utdalsvatnet a noi è piaciuto.
E’ uno dei tanti laghi “mascherati” qui alle Lofoten, ognuno con la propria forma, la propria collocazione
e la propria storia da raccontare…
Relazione e fotografie di: Michele Giordano e Andreina Baj
Note: semplice e breve percorso di trekking che dal paese di Unstad, in circa 30 minuti vi permetterà di arrivare al lago,
visibile solo all’ultimo momento.
Si cammina su una strada poderale che poi si abbandona per proseguire su un sentiero sempre di facile accesso.
Al nostro passaggio, non abbiamo trovato nessuna indicazione e nessun cartello.
Il lago, come moltissimi altri che troverete qui alle Lofoten, è un gioiello incastonato all’interno di una conca e protetto
dai versanti di ben 4 montagne.
